martedì 22 settembre 2009

L'equazione di Drake

Qualche volta noi esseri umani ci diamo proprio la zappa sui piedi. Negli anni '60 tal Frank Drake, astronomo americano, tentò di formulare un equazione per fare una stima numerica sul numero (probabilità) di potenziali civiltà intelligenti extraterrestri che potremo incontrare lungo la nostra permanenza in questo universo. L'equazione è la seguente.




Dove:
N è il numero di civiltà extraterrestri evolute presenti nella Galassia.

R* è il tasso di formazione stellare nella Via Lattea
fp è la frazione di stelle che possiedono pianeti
ne è il numero di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita
fl è la frazione dei pianeti ne che ha effettivamente sviluppato la vita
fi è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti
fc è la frazione di esseri intelligenti in grado (e con la volontà) di comunicare
fm è la frazione di esseri intelligenti in grado di raggiungere e colonizzare più pianeti (non sempre considerata)
L è la stima della durata di queste civiltà evolute

Non c'è bisogno di dire che i valori risultati dalle osservazioni erano a dir poco disastrosi. Tanto che i primi ad essere annunciati stimavano un valore di N minore di uno. Il che in parole povere è come dire che la matematica ci considera delle forme di vita collocabili fra i mitocondri e le ragazze di Non è la Rai in quanto a intelligenza.
Accortisi della gaffe, scaltri e lesti si affrettarono a rimaneggiare il risultato, pervenendo al risultato per cui N era semplicemente uno. Questo però non fu altro che un insabbiamento. Si certo, N=1 ci salvava la faccia dalla spudoratezza della matematica, mettendo al sicuro la razza umana qualche gradino sopra le amebe nella scala dell'intelligenza delle specie, ma al contempo buttò al cesso il lavoro di Drake e congiunti, riducendo uno studio potenzialmente interessante in un cumulo di aria fritta.
Certo perchè dire "siamo soli nell'universo perchè ancora non abbiamo incontrato nessuno" non è molto diverso dal dire "gli sbreghels non esistono perchè ancora la sflitta del blutereggo non ha scattato". Molto poco scientifico.
Come quando alle superiori si parte dal risultato copiato dal libro e si cambiano man mano i dati per far tornare tutto...aggiungi un segno qui, leva una quantità lì, dividiamo tutto per 87 (la divisione per 87 è un teorema comprovato, ma alla quale trattazione rimando in seguito), et voilà! Confondi l'ascoltatore e non troverà mai l'errore. E' fatta! Siamo intelligenti! PHEW!!
Ma basta guardare l'equazione per rendersi conto di quali errori siano stati commessi. A primo acchitto ci si accorge di paurose lacune in quanto alla scelta dei parametri.
Innanzitutto io aggiungerei il parametro 0v (zero vù). Ovvero il parametro zero voglia di conoscerci. E si, mica è detto che una volta che scoprono che esistiamo vogliano incontrarci...
Io per esempio,fossi in loro, ci starei alla larga il più possibile...non sopporto i terrestri, figuriamoci se dovessi spaccarmi l'anima anche con gli alieni...poi chissà che tipi di problemi hanno...nono, che se ne stiano a casa loro con le loro paranoie aliene, che noi ci facciamo i cazzi nostri. (Nda: questa ultima affermazione è in piena sintonia con le nuove linee guida ministeriali in fatto di politica estera)
Il secondo fattore che aggiungerei è il fattore C. La crisi. Che ne sappiamo che magari anche sul loro pianeta c'è crisi, e non possono venire a trovarci, perchè non possono permettersi il viaggio interstellare? Magari vogliono pure, ma tra carburante, cibo, pedaggi autostradali-stellari ecc non ce la farebbero. Triste.
Altro fattore è il fattore "i". Il fattore i è l'invisibilità. Metti il caso che sti cazzo di alieni sono invisibili. E se oltre al fattore "i" si aggiungesse il fattore "m", oltre che invisibili sarebbero pure muti. Poveracci. Magari son sulla terra da un sacco di tempo che cercano di farsi notare, ma noi ne ammazziamo a centinaia passandogli attraverso, semplicemente perchè non siamo tecnologicamente abbastanza avanzati da poterli anche vedere.
Insomma.
Troppi fattori, troppa confusione..fatevelo dire da un ufologo.
Che poi...che cazzo gli diresti a un alieno?

Marwich: "Hey ciao alieno, io sono Marwich, e sono un terrestre."
Alieno: "!"/&£%£$£/$£() 010001101 1001 0110 101 01 01000 "
Marwich: "Sì. Senti, questo si chiama iPOD, metti questi due auricolari in due delle 7 orecchie che hai, premi play e stai buono finchè non ripassano a prenderti. Io leggo. Piacere di averti incontrato."
Alieno: "!)"(£// !£("?=£(/£(£/&£§°§°§é* 383832102938asdhakdjshak"
Marwich: "aho, a ET...e levate dar cazzo"

Insomma, sarebbe una situazione spiacevole e imbarazzante. Ancor peggio che incontrare dal vivo Gigi d'Alessio.
L'unico risultato incoraggiante, dal mio punto di vista, fornito dall'equazione di drake è che non è totalmente escludibile l'esistenza dei trasformers, meglio noti anche come autobot, noti alieni formati da pezzi di ricambio di auto dotati di vita propria grazie all'olocron, che viaggiano nello spazio alla ricerca dell'energon. Magari prima o poi verranno sulla terra. Si, certo, la probabilità è molto bassa, lo so!...ma è pur sempre una probabilità, il che mi rende speranzoso. E positivo.
Io incontrerò Commander.
Grazie dottor Drake.


Ps: ora che mi ricordo ci sarebbe anche il fattore "R". Ovvero il fattore religione. Eh si, secondo più o meno tutte le religioni del mondo, noi uomini siamo l'unica specie pupilla di più o meno tutti i pantheon mai inventati (tiè! ho fatto uno smacco a tutte le religioni..scusate ma ci godo.), il che ridurrebbe gli alieni a forme di vita di serie B, indi per cui non dotate della nostra intelligenza. Il che annullerebbe il tutto, visto che non essendo noi in grado di andare più lontani della luna, figuriamoci quei pezzenti di alieni senza dio.
Però l'idea dei transformers mi alletta di più, quindi adotteremo la semplificazione del teorema dell'ateismo, così potrò incontrare finalmente Optimus Prime.