domenica 27 aprile 2008

Prossimamente al cinema



Religione Prét-a-porter

Volevano farci credere di essere i metallari della religione, questi musulmani...duri, puri e inflessibili.
E invece si scopre che anche loro hanno un prezzo, e anche loro sono sensibili alle tentazioni della vanità e del vile danaro.
A dimostrare questa tesi è intervenuta un autorità del campo: Donna Moderna.
Nella riserva personale di giornali da cesso della mia coinquilina ho trovato un articolo sconvolgente, in cui si parla di come ormai anche i musulmani si stiano lasciando ammaliare dalle tentazioni di noi occidentali. Il risultato qual'è? Questo:


Carino no? Allah sponsorizzato da Chanel, Gucci, e altre griffe varie..
Il che non sarebbe nemmeno una cattiva idea. Per lo meno si svecchierebbe un pochino l'immagine retrograda che le religioni hanno mantenuto per secoli, e per lo meno i fedeli ricominceranno ad affluire nelle chiese e nelle moschee, se non attirati dalle parole divine, almeno dagli abiti firmati. Una sorta di religione prét-a-porter, con tanto di sfilata di chierichetti, e intimo donna per suore, con cinture di castità imperlinate e luccicanti.
Per cui stavo pensando..perchè non la proponiamo pure al Papa una cosa del genere? Certo si sa che lui veste Prada, ma andiamo, volete mettere due scarpette rosse con questo tamarrissimo chador? E poi diciamocelo, chi non andrebbe a vedere il papa conciato così?


Ogni riferimento al papa come omino bianco è puramente casuale.

venerdì 25 aprile 2008

Dilemma esistenziale n°1

Prima di tutto vorrei precisare che il numero uno non sta a significare il primo in ordine di importanza, ma solo il primo di tanti fra i miei dilemmi esistenziali.

Ci ho pensato spesso a questa cosa...
Avete mai notato che la Bellucci ha sempre fatto la parte del puttanone in ogni film in cui ha recitato?
In Matrix era la donna(ccia) del malvagio, nel film di asterix fa l'ammiccante regina di non so dove, nell'ultimo film di Terry Gilliam, I fratelli grimm e l'incantevole strega, fa la strega, ma più che incantevole è la strega strusciona (addosso a Matt Damon), in Malena (guarda un po) fa la battona. Ha fatto la bagascia persino in un film su Gesù Cristo (la maddalena era una prostituta)!!!!
A questo punto le cose sono due...
O ha la naturale propensione verso quel tipo di ruolo, il che implicherebbe una certa affinità d'animo alla figura professionale più antica del mondo..
O al contrario non ha assolutissimamente nessun talento, se non le misure che le ha dato mamma, e il suo recitare si risolverebbe in mostrare le tette e fare la gattona, e nell'accozzo fornitole dal marito Vincent Cassel.
Non poteva darsi direttamente al porno? Doveva proprio rovinare un capolavoro di Gilliam? Tanto anche Eva Henger fa i calendari..
Non me lo spiegherò mai...

lunedì 14 aprile 2008

Marketing Alternativo made in CSI

Guardando CSI (uno dei telefilm più pallosi che abbia mai visto, ma che non riesco a far a meno di guardare), sono stato colpito da un affermazione fatta da Grissom. Per i profani di questa megacagata a episodi, vi faccio un breve riassunto dei personaggi principali.

Grissom : Il boss della scientifica, il caposquadra che sa tutto e che collega tutto. Il Mc Gyver delle prove indiziarie. Quello che incastra un sospettato di omicidio solamente basandosi su un campione di forfora trovato in un ascensore. Di casa sua. È un entomologo (studia gli insetti), e secondo me è pure gay. O se non altro misogino.

Sarah : Una psicopatica che non si capisce quale qualifica abbia, sempre mestruata. Non la smette mai di fare la pignola e se la prende a male per ogni minima cazzata. Sta sul cazzo a tutti, però è la più gnocca, quindi tocca tenerla.

Warrick : Lenny Kravitz con gli occhi verdi. Ha il vizio del gioco, ma è il più simpatico. È il pupillo di Grissom, e gli si perdona qualsiasi cazzata.

Nick : Anonimo. Non se lo caca nessuno nonostante il sopracciglio depilato, la barba sempre fatta e il dopobarba terribile. Ci prova con tutte, persino con le assassine. L'unica volta che fa colpo, la ragazza finisce ammazzata.

Catherine : Una gatta morta ex spogliarellista. L'unica cosa interessante è la voce della doppiatrice, probabilmente nel tempo libero fa la centralinista in una linea hot.

Questo è sommariamente il background dei personaggi. Immaginatevi la caratura di questo telefilm..
Comunque..
In un caso di omicidio Grissom parla dell'efferatezza delle circostanze della morte al coroner, e se ne esce con un affermazione su come l'essere umano abbia in se l'istinto animale del predatore, che ora si è forzato a sopprimere con la tecnologia, l'organizzazione, e col fatto che la carne si trova nei supermercati già bella tagliata e sgrassata. L'uomo quindi non ha più bisogno di cacciare, ed è per questo che deve sfogare gli istinti animali con magari un bell'omicidio. Il senso era quello, o almeno uno di quelli plausibilmente attribuibili alla sua affermazione.
Questa è roba che ti fa riflettere (se non qui almeno in America).
Al che ho pensato: ma se il motivo di molti omicidi è questo, perchè nessuno ha mai pensato ad aprire supermercati speciali proprio per queste esigenze animalesche? Tipo.
Ti serve un pollo? Vai nell'apposito pollaio pieno di polli ancora vivi e vegeti, affitti l'apposito coltello, entri e te lo squarti con le tue mani. Magari con un piccolo extra puoi anche inscenare un inseguimento per rendere tutto più realistico..
O che ne so, ti serve qualche etto di macinato di manzo? Entri nell'apposito settore del reparto macelleria, e uccidi un vitello a pugni. Certo un vitello intero per un po di macinato è esagerato, ma potresti metterti d'accordo con un paio di persone e vi spartite la carcassa dopo esservi aiutati a farla a pezzi.
I vantaggi sarebbero moltplici.
1. Niente più istinti animali dovuti alla nostalgia primitiva della caccia:
2. Risparmio di posti di lavoro per macellai (il cliente fa tutto da se, uccide, incarta e porta via), con notevole profitto del padrone del supermercato:
3. Sicurezza sulla freschezza degli alimenti:
4. Meno lavoro per la Scientifica:
5. Nel caso del manzo o di animali troppo grossi si favorisce l'instaurazione di rapporti con altri clienti bisognosi, creando così piccole comunità di cacciatori. Questo aiuterebbe molto a rapportarsi con gli altri, favorendo l'inserimento nella società.


Sarebbe una fantastica idea. Io ci andrei tutti i giorni. Chi ha soldi da investire in supermercati alternativi mi contatti, CSI mi ha dato un sacco di idee.

lunedì 7 aprile 2008

Il Tacchino Frocio

L'altra sera dopo cena a me e alla mia coinquilina (quella mongoloide) ((scherzo, lo sai che faccio per dire)) (((mica tanto..))), ci è venuta una improvvisa ed irrefrenabile voglia di tacchino. Sembravamo incinti. Cosa che so sicuramente di non essere, ma spero per lei di sbagliarmi. Anche perchè un/a piccolo/a lei in giro per il mondo sarebbe mucho perigloso.
Ma non fatemi divagare e torniamo al tacchino. Qui gli interessi politici si fanno gravosi, vi avverto.
Questa voglia di tacchino mi ha costretto a metere in moto i miei 27 neuroni superstiti, e cercare una soluzione alla nostra inspiegabile e morbosa voglia di tacchino. Come due tossici in cerca della dose, il bisogno di tacchino fritto ci spinge a trovare soluzioni il più rapide possibili. Quindi il dilemma era: "In che modo si può ottenere qualcosa qui in Italia, il più velocemente possibile, senza incorrere in alcuna seccatura di alcun genere?". La risposta è più ovvia che mai. Tramite il Vaticano.
Pensateci bene.
Il Vaticano da noi fa il bello e il cattivo tempo, controlla una buona fetta della nostra classe dirigente e si intromette nella vita di tutti i giorni di noi cittadini, cercando di imporre, e talvolta riuscendoci, stili di vita e modelli di ideali spesso inadatti alla realtà sociale vera, la nostra vita di tutti i giorni che loro non conoscono se non per sentito dire. Il potere che possono esercitare è immenso, come immenso è l'ammontare della ricchezza posseduta tra titoli e beni dal più piccolo stato DEL MONDO.
Quindi.
Se loro posseggono questo immenso potere, di cambiare aspetti della vita materiale e non delle persone, perchè non sfruttarlo?
Ogni sistema ha le sue debolezze, tutto sta nel trovare quelle del proprio avversario e sfruttarle per il proprio interesse (la voglia di tacchino), o addirittura ritorcergliele contro, cosa che per il nostro esperimento purtroppo non è prevista.
Al che il problema si riduce a come trovare e sfruttare la debolezza del Vaticano. Dopo un serrato ragionamento e acute osservazioni formulate dalla disgrazia con cui mi tocca condividere la casa, siamo giunti alla conclusione che la debolezza che potevamo sftuttare per raggiungere i nostri scopi è la totale incapacità di comprendere qualsiasi argomentazione scientifica sui modelli reali, e una totale chiusura al dialogo, che favorisce a fare di questa organizzazione una specie di macchinetta mangiasoldi comandata da un bambino viziato che fa i capricci e che batte i piedi per terra quando non gli va bene qualcosa, finchè qualcuno non lo accontenta. Uno di quei bambini che ti vien voglia di chiedere ai genitori se gli hanno mai assestato qualche bel manrovescio da spaccargli il naso fino a farlo morire di stipsi nasale. E zitto.
Comunque.
Non so se state cominciando a collegare.. Tacchino ---> Vaticano ---> Debolezza
Se avete collegato potete anche cominciare a ridere o piangere e magari lasciare un commento. Il post per voi è finito qui.


Se non avete collegato potete continuare a leggere.
Insomma, potevamo sfruttare questa debolezza per soddisfare la nostra voglia di tacchino. In che modo? Semplice.
Dato che a quanto pare il Vaticano sostiene che l'omosessualità sia una malattia, e dato che la proverbiale incapacità di comprendere argomentazioni scientifiche li ha appunto incapacitati a comprendere che l'omosessualità è una cosa perfettamente naturale, e che anche gli animali mostrano comportamenti analoghi, abbiamo escogitato un modo per sfruttare la situazione a nostro vantaggio. L'unico nostro problema è trovare un medico.
Uno bravo, che sveli a tutto il mondo la nuovissima e contagiosissima malattia da noi inventata: La malattia del tacchino froscio.
In pratica cosa facciamo? Mettiamo una pulce grande come una casa nell'orecchio del grande fratello Vaticano, che esista una fantomatica malattia che colpisce tutti i tacchini, diffondendo il virus dell'omosessualità, ovviamente anche quello scoperto da chissà quale equipe de stogazzo. A questo punto secondo le nostre previsioni si innescherebbe una reazione a catena che porterà la chiesa a cadere nel nostro tranello, scatenando il putiferio.
Mi immagino già il papa che scaglia i crociati contro le orde di tacchini finocchi provenienti da allevamenti blasfemi, per arginare la piaga di questa terribile malattia e non farla diffondere tra i fedeli. Uno dei sintomi più temuti di questa malattia è infatti la cessazione del pagamento dell'8 per mille.
Ora ci arrivate? Non capite cosa vuol dire?
Vi ricordate cosa successe per la mucca pazza, la lingua blu, il maiale rincoglionito e la rana flemmatica? I prezzi di mercato per quella carne crollarono in quasi tutto il mondo. E la cosa buffa è che era tutto frutto di una psicosi generale, dato che dopo la scoperta dei casi, i controlli erano diventati molto più rigidi, e soprattutto obbligatori, quindi la carne che arrivava nei nostri mercati era sana e commestibile. Ma dato che la gente aveva paura, i commercianti per non andare in bancarotta tiravano la carne dietro alla gente, a prezzi stracciati. Mi ricordo ancora le ingozzate di petto di pollo il periodo dell'aviaria..gnam!
Comunque, se in mezzo alla follia generale sulla malattia, ci aggiungi una bella dose di bigottismo made in Catholicism, pagheremo il tacchino 26 euro il container.
Ovviamente questo piano ha le sue limitazioni. La più importante è che è valido solo per l'Italia, e d'altronde per la produzione tacchinaria italiana. Questo semplicemente perchè ormai viviamo in una nazione dove Amici di maria de filippi è considerata una trasmissione culturale, così come il grande fratello, o porta a porta, e ciò porta la gente (non tutta eh) ad essere più succube della televisione che della propria coscienza. E anche perchè siamo ormai una delle poche nazioni che ancora non hanno imparato a fare orecchie da mercante con il papa. La psicosi attecchirà come una mangrovia, e noi, che non facciamo distinzioni di inclinazioni sessuali, ci papperemo un vagone di tacchini, etero o frosci che siano.

mercoledì 19 marzo 2008

Ci son cose che non si possono comprare, per tutto il resto c'è mastercard.

Spaccare i tubi del bagno, rifare completamente i sanitari e riparare le perdite: 8 mila euro. Con mastercard.

Spaccare i tubi di cucina, risistemare il parquet e le mattonelle: dai 4 agli 8 mila euro. Con mastercard.

Risarcire i condomini che hanno avuto danni in cantina dalle perdite d'acqua: preventivo da stimare, ma sicuro una bella botta. Con mastercard.

Vedere la faccia della tua padrona di casa mentre l'idraulico le dice che è una cogliona e che i poveri studenti non hanno colpa perchè i tubi son marci da 30 anni e il suo vecchio idraulico aveva il quoziente intellettivo di uno sgabello..non ha prezzo.

Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c'è mastercard!
E lei signora, farebbe bene a procurarsela!

sabato 23 febbraio 2008

La maledizione della megera

Dopo un'attenta ed accurata riflessione, sono giunto alla conclusione che una terribile ondata di sfiga si è abbattuta su casa mia. Non c'è altra spiegazione, a meno che non ci sia qualche pazzo che possa dimostrare che oggigiorno le case per studenti, giunte ad un certo periodo del contratto di locazione, prendano vita e vivano autonomamente. Anche perchè se così fosse temo di aver a che fare con una casa con forti tendenze antisociali, alla depressione cronica e al masochismo, data la facilità e la rapidità con cui si verificano i guasti.
Scartata l'improbabile alternativa delle case viventi, torniamo ad analizzare quella molto più realistica dell'ondata anomala di sfiga. Che poi è più uno tzunami della scarogna...
Facciamo una lista di tutto quello che è successo nell'ultimo mese in questo appartamento dimenticato da Dio:
i tubi dell'acqua disseminati in tutto l'appartamento hanno cominciato ad esplodere a random, prima in bagno, poi in cucina, poi nella lavanderia (che sarebbe un buco dove c'è il primo prototipo di lavatrice mai costruito).
In particolare i tubi della lavanderia si sono completamente otturati, mettendo la carretta lavapanni nell'impossibilità di scaricare l'acqua, e noi coinquilini nell'impossibilità di avere vestiti puliti. Soluzione provvisoria è mettere il tubo di scarico nella vasca, impedendo però al contempo la chiusura della porta del bagno, e annullando i momenti di privacy tanto amati con l'amico water.
Voi direte: minchia che sfiga!
E infatti è ciò che ho pensato anche io all'inizio, quando ancora ero speranzoso che sarebbe bastata un occhiata di un idraulico per mettere tutto a posto. Mi sbagliavo. Non solo sull'idraulico, che poi si è dimostrato in realtà intelligente come un cartello stradale, mi sbagliavo così di grosso che per punirmi la casa ha fatto esplodere anche il lavello di cucina (di nuovo), rendendo impossibile l'utilizzo del lavabo e dell'acqua corrente, e costringendomi a lavare i piatti nella vasca da bagno, già ingombra del tubo della lavatrice.
Deve essere stato proprio questo sconfinamento degli oggetti della cucina a far ingelosire la lavatrice che, per riconquistarsi il territorio, si è ribellata facendo cedere i fermi del tubo che più volte è uscito dalla vasca, scaricando centinaia di litri d'acqua per casa. Questo per diverse volte durante l'ultimo mese.
Al che, con i testicoli già duramente provati dai precedenti episodi, mi son chiesto come fosse possibile che stessero succedendo tutte queste cose di punto in bianco. Non che la casa non abbia mai dato problemi, certo non si può pretendere chissà cosa da un residuato bellico, ma insomma ce l'eravamo sempre cavata in qualche modo. Ora però il tutto ha del surreale, del soprannaturale oserei dire..
Non è passata nemmeno una settimana che ci ho pensato, che ecco l'ultimo dispetto di quella che ormai fra noi coinquilini chiamiamo affettuosamente "la baracca di merda". Ieri notte alle 2 stavo per coricarmi beato dopo aver finito di vedere un bel film (Oliver Stone rulez!), quando di punto in bianco il black out totale.
Bestemmio, scendo dal letto, controllo il salvavita: niente, tutto a posto. "Sarà mancata la corrente in tutto il quartiere" penso..mi affaccio alla finestra e tutto è illuminato a giorno. "Vabbè, sarà un black out del palazzo..", mi avvio alla porta, accendo la luce del pianerottolo e il neon quasi mi acceca.
Era la casa, senza ombra di dubbio.
"Eccheccazzo" penso..Sono al buio, non so il perchè e sono pure le 2 del mattino.
In quel momento sento la porta che si apre e, meraviglia delle meraviglie, entrano le mie coinquiline di ritorno da una delle loro cacce all'uomo notturne e le aggiorno sulla situazione. Bestemmiano pure loro. Una si dirige verso camera sua per poggiare la giacca, non passano 5 secondi che una bestemmia riempie l'aria del corridoio, assieme a un familiare rumore di piedi-su-pavimento-allagato. La bestemmia ora raggiunge l'intensità di un ultrasuono. La lavatrice aveva di nuovo scaricato tutto fuori dalla vasca: 5 camere allagate.
Immaginatevi ora di dover asciugare una casa, a lume di candela, alle 2 di notte, con tutte le prese e i cavi elettrici a mollo nell'acqua. Tutte le tovaglie, gli stracci, le coperte e gli accappatoi sono stati sacrificati per la causa, e ora avremo da fare i turni di guardia per lavare tutto, stando anche attenti che la lavatrice non tenti altri attentati.
Almeno però sapevamo che la causa del black out è stata un infiltrazione d'acqua nella presa provvisoria che avevamo dovuto approntare nello sgabuzzino, la volta che si era rotto il filo elettrico dentro il muro (tanto per cambiare). Sai che soddisfazione!
Una volta riavviata la corrente e fatta la stima dei danni, ormai si erano fatte le 3 e mezza. Fu allora che qualcuno, per sdrammattizzare, ha detto qualcosa del tipo:

"Dai, almeno ora la padrona sarà contenta, che almeno abbiamo dato una lavata ai pavimenti"

Immaginatevi ora una di quelle scene tipiche da film americano, quando il protagonista che sta indagando su un complotto ha una folgorazione e capisce tutto, e l'inquadratura chiude sul primo piano del suo volto che ora ha tutti gli elementi della sua equazione, fissandogli in faccia quel tipico sguardo da "ho capito!" (io di solito prendo come riferimento lo sguardo di nicholas cage in "the rock", quando capisce dove si trova l'ultimo missile). Ecco. Finita quella frase avevo esattamente la stessa faccia. Ho capito tutto!

E' la vecchia megera che ci scaglia le maledizioni dal piano di sopra! Si perchè, a pensarci bene, prima delle sfighe lei è stata 2 settimane avanti e indietro da casa sua a casa nostra, solo per dirci che la casa era un merdaio, che i pavimenti facevano schifo, la cucina faceva schifo, e il bagno, indovinate un po', faceva schifo.
Noi l'abbiamo sembre innocentemente liquidata con frasi del tipo: "siamo sotto esame", "il turno cade proprio domani", "eravamo prigionieri di guerra e non abbiamo potuto", "abbiamo gli orsi in casa e non vogliono che puliamo", "dai tubi escono sdranghe e la schilla non cammina". Insomma l'abbiamo sempre fatta franca. Ora non più.
La megera è scesa in guerra, e ha lanciato contro di noi i suoi poteri oscuri da ottantenne rimbambita, costringendoci a pulire con dolore e sofferenza coi suoi anatemi idraulici.
Ora a casa regna il terrore, nessuno si fa più la doccia e nessuno mangia per non dover poi lavare i piatti sporchi. C'è persino qualcuno che chiede scusa quando passa davanti alla lavatrice, temendo una rappresaglia. Senza contare che ora ci toccherà abbuonarci la megera per evitare il rischio che ci scagli addosso altri pindacci.
Insomma, questo è un appello. Chiunque abbia esperienza in magia oscura e volesse darci una mano, almeno a far rimbalzare le maledizioni allaganti, sarà più che benvenuto. Ma anche un idraulico non del tutto idiota non sarebbe male...

lunedì 18 febbraio 2008

Barone Von Katzist III

L'altra notte ragionavo con un caro amico su un concetto che la società di oggi etichetta come un qualcosa di immorale e profondamente ingiusto: la schiavitù.
Ovviamente il discorso è degenerato, prendendo una delle direzioni più scontate che potesse prendere. L'istinto di esseri umani è venuto fuori in tutto il suo fulgore, facendo di noi delle persone dalle idee immorali e bestiali.
Il tutto è partito così:

Amico di Marwich: "Cazzo però...quando sarò ricco e avrò un casino di soldi da sputtanarmi, voglio prendermi uno schiavo per un mese."

Marwich:
"Eh, sarebbe bello, ma come cacchio fai a procurarti uno schiavo??? A quanto ne so la schiavitù è abolita da quasi tutte le leggi del mondo.."

Amico di Marwich:
" Ah, ma io pago eh! Gli do 80 mila euro per farmi da schiavo per un mese"

E qui scatta l'inghippo. I soldi. Quando c'è il vile danaro di mezzo è ancora lecito parlare di schiavitù? O si dovrebbe parlare di prestazioni retribuite?
Nel caso allora si dovrebbe parlare di cosa si intenda per schiavitù, perchè il concetto diventa alquanto relativo, e fortemente dipendente dai punti di vista, così come per il concetto di "prestazione retribuita". Prestazione.
Ovvero una mansione. Un operaio ad esempio fornisce una prestazione, ad esempio quella di costruire un auto, e viene retribuito per la sua mansione di costruttore. Ma uno schiavo? Quale dovrebbe essere la sua mansione?
Qui ovviamente si va sui gusti personali, e come tutti ben sanno, sui gusti non si discute. Ognuno ha i suoi e non è una cosa fattibile cercare di standardizzare e categorizzare i gusti dell'intera razza umana.
A questo punto vengono a mancare tutte le regolamentazioni che stanno alla base degli statuti dei lavoratori, in quanto il candidato schiavo non avrà una mansione specifica, e di conseguenza non potrà avere diritto ad appartenere ad alcuna categoria, mettendolo nell'impossibilità di essere tutelato per legge da un apposito ente, come per esempio un sindacato. Oltre a questo non svolgerà un lavoro utile alla società, in quanto il datore di lavoro non può essere inteso come una comunità a se stante, nonostante l'idea non gli dispiacerebbe.
Ora il dilemma è questo.
Chi non farebbe da schiavo a qualcun'altro per un mese, sapendo che la paga è 80 mila euro? Tolti quelli che guadagnano col loro lavoro più di 80 mila euro al mese, la stragrande maggioranza delle persone son quasi sicuro che accetterebbe il lavoro. In questo modo la schiavitù retribuita diventerebbe una cosa socialmente accettata, seppure non ufficialmente almeno nella coscienza comune, visto quanto contano in essa i vili quattrini, rendento tutto un controsenso mostruoso.
Bene, arrivati a questo punto, col mio amico siamo riusciti ad autoconvincerci che la schiavitù in fondo in fondo non è poi tutto sto male come la si dipinge..
Certo, ovviamente ci siamo dimenticati che gli schiavi in passato non venivano pagati e venivano torturati ed ammazzati, ma in quel momento l'istinto da esseri umani ci pervadeva, un po' come il papa che regolarmente si dimentica dell'inquisizione quando ribadisce con fermezza il decreto di infallibilità della chiesa.
Eravamo contenti di poter sognare di avere il nostro schiavo personale, e quello era tutto ciò che contava. Eravamo felici.
Mai più piatti da lavare, mai più spesa e coda al supermercato, mai più i turni di pulizia in casa, mai più muovere un dito per cucinare, lavare i panni, stendere, grattarsi la schiena, mettersi i vestiti, insomma niente di niente. Solo dare ordini.

Ecco dipingersi davanti ai nostri occhi le scene paradisiache di noi distesi su letti sfarzosi, uno schiocco delle dita e

Schiavo: Si padrone
Io: Fame.
Schiavo: Si padrone
Io: Svelto.
E vassoi di manicaretti a profusione.

Oppure

Io: Schiavo!
Schiavo: Si padrone
Io: Grattami li.
Schiavo: Si padrone
Io: Non li, più su.
Schiavo: Si padrone
Io: Basta. Voglia di fare doccia, trascinami in bagno.
Schiavo: Si padrone
Io: E non lesinare sulla schiuma, schiavo
Schiavo: Si padrone

Idillio.

Ovviamente però, quando si trattano argomenti così delicati come la schiavitù, è molto facile che tutto degeneri, trasformando le scene idilliache sopra descritte, espandendole ed evolvendole in situazioni sempre più complesse, che coinvolgono un numero sempre più crescente di schiavi, fino ad arrivare allo stadio di barone settecentesco, circondato da una corte ed una servitù infinita, tutti pronti a morire per uno schiocco delle tue dita.
L'unica salvezza dall'impazzire, una volta arrivati a quello stadio, è quella di tornare coi piedi per terra e rendersi conto di essere solo studenti squattrinati che 80 mila euro saranno fortunati a vederli in un anno al lordo delle tasse (era meglio pagare la tassa al re con un tot di grano coltivato dagli schiavi nel tuo feudo).
Una volta scemato l'istinto di esseri umani, ci si accorgerà anche di quanto sarebbe una merda dover lavorare per un mese, anche se per 80 mila euro, per uno scansafatiche che non ha voglia nemmeno di mettersi i calzini da solo, che ti renderà la vita impossibile e ti farà richieste dove dovrai calpestare la tua dignità.
Ecco perchè serve non tornare mai del tutto coi piedi per terra: l'istinto di essere umano rimane quel tanto che ti basta per permetterti di pensare che con la misera cifra di 80 mila euro non solo avresti risolto i problemi causati dalla tua pigrizia per un mese, ma avresti anche una coscienza pulita e linda come il bucato di giornata. Fatto dallo schiavo ovviamente, perchè io non ho proprio voglia di farlo.

mercoledì 6 febbraio 2008

Full boxes (ovvero ne ho le palle piene)

A volte ci sono delle persone che sono così appiccicose, così disperatamente fuori luogo, così terribilmente invadenti, pedanti, pedisseque, indiscrete, inopportune e insopportabili, che ti viene voglia solo di consigliargli una cosa con tutto il cuore:
PROZAC.

martedì 5 febbraio 2008

Post it per me.

Una moderna definizione del termine "affidabilità" è la seguente:
L'affidabilità di un entità qualsiasi (con il termine entità si intende qualsiasi cosa esistente, animata o inanimata) è la probabilità che essa non smetta di svolgere la missione per la quale è stata concepita, in un dato periodo stabilito di tempo. Ad esempio, l'affidabilità di un motore di un automobile è la probabilità che per un determinato periodo di tempo non si verifichino guasti ai componenti del motore stesso, che pregiudichino la missione del motore, ovvero quello di spingere la macchina. Esempio un po sbagliato, in quanto tutti sanno che i motori delle macchine sono affidabili solo sino allo scadere della garanzia.
Ora, il mio dilemma è, a parte quanto fa schifo la statistica che sto studiando, quanto potrebbe essere l'affidabilità del mio cervello?
Ovvero: quant'è la probabilità che il mio cervello non faccia cilecca quando non deve?
Un esempio più specifico potrebbe essere dato dal sottosistema memoria.
Premetto che la mia memoria fa cagarissimo, ma volendo fare una stima dell'affidabilità del mio cervello in quanto a memoria, ovvero la probabilità che essa non faccia acqua quando devo ricordarmi una cosa, potrei procedere considerando il mio cervello come un motore di un automobile, composto da vari componenti. Nel nostro caso specifico la zona del cervello adibita alla memoria sarà composta da terminazioni nervose, centri di elaborazione, neuroni, e un ipotetico centro di stoccaggio informazioni.


Quindi: Sistema Memoria = N terminazioni nervose + centro elaborazione + M neuroni + Centro di stoccaggio

L'affidabilità totale del sistema sarà data, secondo il teorema della probabilità composta (che non sto qui a spiegarvi per ragioni di rilassamento testicolare precoce), dal prodotto delle affidabilità dei singoli componenti, in quanto affinchè la memoria funzioni deve essere assicurato il funzionamento di tutti i componenti assieme. Il guasto di uno solo dei componenti potrebbe compromettere la missione, ovvero ricordare.
Ma come fare una stima della probabilità che un particolare componente si guasti? Presto detto, basta sfasciarsi le palle su un libro di statistica, affidabilità e sicurezza (edizioni CLUT, copertina blu con scarabocchi bianchi, 358 pagine). Una volta fracassati per bene gli amenicoli, comprenderemo che la funzione matematica che regola i guasti dei nostri componenti è una funzione pseudo-casuale (termine inventato da un informatico, per cui di per sè incomprensibile), approssimata da una funzione esponenziale del tipo

Tutto questo ammettendo che la popolazione statistica (ovvero il campione di elementi nominalmente identici a quelli oggetto di studio), che nel nostro caso è unica, non abbia problemi legati alla mortalità infantile (pezzi che si guastano alla nascita), cosa però non del tutto escludibile, e trascurando i guasti per usura, che dovrebbero verificarsi solamente fra un bordello di tempo, quando potrò permettermi di essere abbastanza vecchio da farne un vanto. I guasti quindi saranno casuali (botta in testa improvvisa, sbornia, puntata di amici di maria de filippi, ecc), non dati da uno specifico motivo (usura, mortalità infantile, ecc).
Data la funzione densità di guasto è quindi possibile, tramite un operazione matematica chiamata integrale, scoprire la funzione che regola la probabilità di guasto casuale di un componente del sistema:


Dove λ è un numero costante, dipendente dai valori risultati dall'analisi della popolazione statistica.
Calcolata la probabilità di guasto, siccome la probabilità è un numero che va da 0 (evento impossibile) e 1 (evento certo), la probabilità che un componente non si guasti, ovvero l'affidabilità, sarà data da

A(t) = 1 - F(t)

Ovvero dalla probabilità che tutti i componenti funzionino sempre e sicuramente (valore=1) meno la probabilità che si guasti qualche pezzo.
L'affidabilità totale sarà data come già spiegato dal prodotto delle affidabilità di tutti i componenti.
Facciamo qualche considerazione. Perchè si abbia una buona affidabilità di un sistema è palese dalla formula che il valore della probabilità di guasto debba essere il più basso possibile, in modo che il valore di A(t) si avvicini il più possibile a 1. Un altra considerazione da fare è che la funzione di distribuzione dei guasti f(t) è puramente empirica, ovvero dovrebbe risultare dallo studio su un campione di componenti uguali soggetti a collaudo proprio allo scopo di romperli, in modo da studiare l'andamento nel tempo dei guasti. Per gli ignoranti, ora che ci penso, la t che c'è tra parentesi nelle formule non significa altro che il tutto è in dipendenza dal tempo, ovvero quelle formule descrivono un andamento (dei guasti) durante un periodo di tempo ben prefissato.
Fatte tutte queste considerazioni/precisazioni, dovrebbe ora essere possibile calcolare l'affidabilità del mio cervello.
Dovrebbe...
Mhmhmhmh...qualcosa non torna.
Ecco.
Essendo l'affidabilità del mio cervello molto molto bassa, il mio sistema della memoria ha penosamente fatto cilecca, facendomi dimenticare quel paragrafo fondamentale che sta a premessa di tutto il discorso che vi ho appena fatto (e son sicuro che casualmente si guasterà nella stessa maniera il giorno dell'esame, facendomi fare una figura di cacca col prof), annullando di fatto tutto questo spreco di energie nello scrivere questo post. Il motivo è molto semplice, ovvero che tutte le formule e le considerazioni fatte su esse dipendono dal fatto che la stima che porta alla funzione della probabilità di guasto deve necessariamente essere fatta da un numero statisticamente molto grande, per il semplice fatto che una stima su un cervello solo non vale un cazzo. Soprattutto sul mio.

Quindi tutto questo è stato utile solo per 3 cose. Primo che non c'è bisogno di studiarsi un libro noiosissimo di probabilità e statistica solo per capire che la tua memoria è da rimandare in garanzia; secondo ho fatto ripasso, e vi ho rotto mortalmente le palle cum summa goduria mea; terzo.. non me lo ricordo.