sabato 26 giugno 2010

Also Engineers fall in love.

La psicologia femminile è ciò che matematicamente si potrebbe paragonare al sistema delle equazioni di Navier-Stokes che governano il moto dei fluidi, ovvero un guazzabuglio di equazioni differenziali alle derivate parziali in cui il numero delle incognite supera di quasi 3 volte il numero delle equazioni disponibili per risolverle, in un mega pastrocchio non lineare. Detto in parole povere è un fottutissimo inferno irrisolvibile.
Non esiste insomma una soluzione globale che permetta di essere applicata a tutti i problemi, che permetta cioè di descrivere lo svolgersi degli eventi di quel certo tipo. Si può però provare a costruire un modello semplificato lineare, che approssimi la situazione reale, a meno di un certo margine di errore, al di là del quale non possiamo affinare la nostra precisione. La comodità del modello lineare è che rende il sistema scomponibile in più parti, anche esse lineari, che combinate secondo certi modi approssimano il problema abbastanza bene, dandoci un idea di come effettivamente vadano le cose. Immaginatevi un quadrato: esso è un modello lineare, in quanto lo potete pensare come l'unione di 4 rette, perpendicolari a due a due, e di cui sapete in che proporzioni stanno. Pensate invece ad una circonferenza: ora il sistema non è più lineare, perchè non potete esprimere la sua forma in funzione di forme più semplici come linee rette appunto. Allora cosa si può fare? Si potrebbe per esempio pensare di inscrivere un esagono all'interno della circonferenza. State cioè approssimando una forma tonda con delle linee dritte. Ovviamente nel caso di un esagono l'approssimazione è molto grossolana. si potrebbe quindi pensare di dimezzare gli angoli e raddoppiare i lati, ottenendo così un dodecagono. Ora l'approssimazione è migliore, ma ancora non sufficiente. Reiterando il processo di dimezzamento angoli e raddoppiamento numero lati più e più volte, fino a quando la differenza tra il valore del perimetro della circonferenza e quello del vostro poligono non è abbastanza accettabile, in valore che voi decidete a priori, potete ottenere qualcosa che è molto molto simile alla vostra circonferenza di partenza, ma con qualche piccola differenza. State cioè valutando l'errore della vostra approssimazione.
Ebbene questo modello è applicabile anche alla psicologia femminile. Facciamo un esempio: il comportamento in relazione ad un certo stimolo esterno. Il campo è vario, ma prendiamo per esempio una cosa comune a tutte le donne: lo shopping.
Lo shopping è un problema fortemente non lineare: il che si traduce in un numero spropositato di incognite, e un numero esiguo di relazioni per rapportarle.
Come linearizzare il problema? Intanto bisogna capire quali grandezze siano più importanti di altre, scegliere cioè le incognite fondamentali che, per così dire, la fanno da padrone nel nostro determinato problema. Una volta trovate le varie incognite, che possono per esempio essere le scarpe, i modelli attualmente in voga sull'ultimo numero di Vogue, i colori sgargianti, l'abbinamento con la borsetta, il tempo (in ore) di scelta, il coefficiente di martellamento di palle subito durante la sessione di shopping, e svariate altre, è possibile farsi un idea di come potrebbero evolversi le cose. Dati sperimentali indicano che per lo shopping i risultati tendono sempre asintoticamente alla distruzione completa o parziale dell'individuo maschile accompagnatore.
Volendo quindi fare un approssimazione grossolana si potrebbe costruire la nostra equazione valutativa nel seguente modo:
Tr' = Ts(c-c0) + 1/2 Ab'(c)*(c-c0) +1/3 Uvg''(c)*(c-c0)^2 *
dove
Tr= tempo di rottura di palle
Ts= tempo di scelta
Ab= coefficiente di abbinamento con la borsetta
Uvg= coefficiente di influenza dell'ultimo numero di vogue sul colore
(') derivata prima
('') derivata seconda
e naturalmente l'incognita principale è il colore "c", mentre "c0" è il cosiddetto "colore di partenza", ovvero una misurazione sperimentale di partenza che ci da un informazione sul punto di partenza dell'evoluzione della nostra incognita, verosimilmente il colore che all'inizio della sessione di shopping è quello più accreditato (ma non fatevi illusioni, in genere è soggetto a forti fluttuazioni, imprevedibili matematicamente). (scusate la ripetizione di "partenza", ma è un concetto molto importante, che dovete ben tenere a mente. io lo faccio per voi)
Con questa equazione, a partire da certi dati sperimentali ricavati con le ahimè precedenti esperienze in materia, potremo calcolarci in quanto tempo si potrebbero verificare guasti (è palese che nel caso in questione i guasti siano da considerarsi per usura, e sono quindi soggetti ad una distribuzione lineare o al massimo possono essere approssimati da una gaussiana, il chè semplifica notevolmente i nostri calcoli) considerevoli e importanti per la funzionalità del sistema della sopportazione, con una buona approssimazione. Dati sperimentali attestano il Tr medio a circa 3/4 d'ora. Il mio è 8 millisecondi.
E insomma la matematica può in svariati casi darci una mano a interpretare questo strano fenomeno naturale che è la donna. Io personalmente prediligo per un approccio più statistico, applicando in contemporanea il cosiddetto principio di non contraddizione di Aristotele (un po modificato). Ovvero: mai contraddire. Statisticamente è appurato che il 91% delle volte questo sistema è efficace, a parte in quelle situazioni imprevedibili in cui sia richiesta una contraddizione, ma nel cui contesto tutti gli elementi sembrano far presagire la necessità di non contraddire. Esempio:
"Hai visto Sara? Vestita così non ti sembrava un tegame?" (qui tutti gli elementi portano alla naturale conclusione che è una domanda retorica, la cui risposta è "SI")
"Si, cara, hai ragione" (applico il principio di non contraddizione, magari aggiungendo un sorriso di contorno)
"Ah, quindi se io mi vestissi così sembrerei un tegame?" Patatrac. Non c'è via di scampo. Siamo nel tipico caso di fallimento sperimentale.
Quel 9% dei casi è ahimè ancora materia di studio, e non esistono teorie e dati sperimentali esaustive al momento. 91% è comunque un buon risultato, e la bravura a questo punto sta tutta in come riusciamo a gestire quel caso su 10 in cui le cose vanno male. Ma lì, ahimè, non c'è matematica che ci possa aiutare.
*Si è scelto uno sviluppo in serie di Taylor per la nostra equazione da integrare in quanto è nota la sua ottima proprietà linearizzatrice delle funzioni.

martedì 4 maggio 2010

Scurregge metafisiche

Ieri pensavo alla morte. Poi ho scorreggiato, una scorreggia di quelle soft, piene di pathos, di quelle liberatorie, in cui senti i muscoli rilassarsi e il fastidioso gas disperdersi nell'aria circostante. Bellissima sensazione, una liberazione...
Così ho pensato, e se nel momento della morte dovesse essere così? Ancora meglio, e se la nostra anima, al momento della morte, lasciasse il nostro corpo proprio dal culo?
Dopotutto una cosa così non è mai stata teorizzata...
Più o meno tutte le filosofie e le correnti religiose sostengono che abbiamo un anima, e che quest'anima risieda all'interno del nostro corpo. Chi dice che risieda nel nostro cervello, chi invece sostiene risieda nel cuore. Ma perchè eleggere ad elitari solo alcuni organi piùttosto che altri? Forse che l'organo "culo" non è ugualmente importante come il cuore o il cervello? Vi immaginate se fossimo nati senza culo? Arrivati all'età di 9 anni esploderemo come delle moltov di cacca. Una morte molto più orrenda dell'infarto o dell'ictus, non vi pare? E allora perchè l'anima non potrebbe risiedere la? Dopotutto se ci pensate, nel corso della storia la razza umana ha avuto ben più che un occasione per rendersi conto di che anima di merda avessero certi personaggi, e son sicuro che avrete fatto quest'esperienza anche nel vostro piccolo almeno una volta nella vostra vita.
Quindi perchè nessuno ha mai discusso di questo? Perchè la gente non vuole prendere in considerazione che magari morire con un ultimo roboante peto non sia poi così male?
Magari Dio ha anche un senso dell'umorismo! Voglio dire, immaginatevelo, durante la creazione dell'uomo, mentre decide con il suo aiutante spirito santo ( spirito di cognome, santo di nome) le modalità in cui l'uomo nasce e muore, e come la sua anima si forma durante la sua vita, fino al momento di dover lasciare il corpo alla fine del viaggio terreno:

-..nello stomaco. E questa era la procedura. Ora non rimane che decidere come lascerà il corpo.
- Signore, le ho portato la pancetta al chili che mi aveva chiesto, è bella carica di cipolla.
- Già, grande invenzione la cipolla, devo segnarmela in caso mi venga voglia di creare un altro mondo da qualche altra parte.
*PROT* (Dio scorreggia fragorosamente)

- Hahahahahahah! in la minore!
- Hahahahahaha! Bella questa signore!
- Santo! Ho avuto un idea!
- Quando dice così la temo.
- La farò uscire con uno scurreggio!
- Bene (il fatto che lo spirito santo non abbia avuto da obbiettare è chiaramente una prova di quanto sia anatomicamente discriminante l'attuale politica religioso-filosofica riguardo l'organo contenitore dell'anima.), almeno servirà per sdrammattizzare la situazione della morte, se non sbaglio li ha programmati per rendersi difficile il fatto di accettarla.
- Già, lo so, ero sbronzo.

E così saremo potuti morire con un bel peto. Immaginatevi anche quanto potrebbe essere divertente, siete sul vostro letto di morte, il prete vi ha appena dato l'estrema unzione raccomandando la vostra anima al signore, e voi che la notte prima vi siete fatti cucinare come ultimo pasto una salutare crema di fagioli messicani, davanti ai vostri più intimi e fidati compagni di vita lasciate questo mondo con una pernacchia da record, col sorriso sulla faccia e i vostri amici che ridono. Sarebbe meraviglioso...
Ma, hey, nono! Il culo è brutto! Non è posto per anime, ci dicono! Bah, che facciano come vogliono, io però mica ci starei male da quelle parti, se fossi l'anima di Monica Bellucci..

venerdì 23 ottobre 2009

Alla regina piace il pedone

Era una giornata come tutte le altre, un infinita attesa di sguardi fugaci strappati al tempo, timidi imbarazzi di un monotono aspettare.
Nell'amena dimora nemici e amici vengono crudelmente gettati assieme incapacitati all'attacco. E' un attesa inerme, priva di luce.
Ma un giovane amore impossibile resisteva ancora a quell'apatia, e questo bastava a riempire l'attesa ai suoi custodi..
Ma il destino non ha padroni, e loro sapevano che il loro idillio poteva finire da un momento all'altro.
E così fu, una fredda mattina d'ottobre. Un improvvisa luce e una mano dall'alto scossero quella sonnolenta atmosfera, risvegliando in un turbine di trombe e tamburi l'istinto della battaglia, quella antica anima ligia e devota con cui tutti loro erano stati forgiati: la guerra incombe.
Le armate fanno il loro ingresso nel campo di battaglia. Gli scudi e le lance e le spade risuonano in risposta alla chiamata del comandante. Tutti pronti a dar la vita.
E lei era li. Affianco al suo signore, ma coi pensieri rivolti altrove. Nulla poteva la rassicurante presenza delle possenti unità ai suoi comandi. Cavalleria pesante, potenti unità corazzate, nobili condottieri e alfieri con alabarda. Il suo pensiero andava alla prima linea. Non al suo Re, ma a un giovane fante della prima linea, splendente nella sua armatura e con una bianca livrea con lo stemma del suo re.
Il cuore le saltò un battito quando le trombe suonarono la carica. Alla prima linea era stato ordinato di avanzare. Sapeva che il suo amore era in grave pericolo, e l'ansia e l'attesa era respirabile. Quando si accorse che il battaglione dove era schierato il suo giovane fante era minacciato dalla cavalleria nemica, che intanto si era spostata con un movimento ad "elle" da dietro le prime linee, ordinò istintivamente alla sua cavalleria di sferrare un attacco in difesa delle truppe, mossa che fece andare su tutte le furie il RE. La battaglia era cominciata, e la lotta per la conquista del centro del campo di battaglia era furiosa e serrata. Vari reparti e battaglioni vennero mobilitati durante lo scontro per lanciarsi all'attacco, o ripiegare in difesa.
Il battaglione del giovane fante era inchiodato in una radura al centro, incapacitato ad andare avanti e tornare indietro, ma che coraggiosamente presidiava un angusto corridoio poco difeso, che avrebbe potuto permettere un attacco decisivo.
Il morale era basso, ma il giovane fante combatteva in testa a tutti, pensando alla sua regina, facendosi onore ai suoi occhi, nella cieca speranza di poterla rivedere. Ma la situazione era disperata, e le truppe del nero reame dilagavano. La cavalleria e gli alfieri della patria caddero uno dopo l'altro sotto gli incessanti colpi sferrati dalle truppe nemiche. Solo le unità corazzate e qualche battaglione di fanteria difendeva ancora il re e la regina, ormai arroccati a difesa, incapaci di reagire.
E' così che doveva andare? Morire da amanti in un campo di battaglia? No. Questo lui non l'avrebbe permesso.
E fu così che dal margine della battaglia, dalla prima linea, un fragore di urla del piccolo reggimento superstite si levò nell'aria : "PER lA REGINA" urlò il giovane fante, che in testa ai suoi compagni si lanciò in un attacco suicida contro la prima linea nemica.
Tale fu la carica e la passione degli uomini capeggiati dal giovane innamorato, che il panico invase le armate nemiche. Il passaggio era ora sgombro, i soldati stavano andando incontro alla morte, si stavano sacrificando per far guadagnare una possibilità per la vittoria.
La regina alla vista del gesto del giovane, disperata e in lacrime gli ordinò di fermarsi, me loro non lo fecero. Loro erano tenuti ad obbedire solo agli ordini del re.
Il re nemico era uscito allo scoperto, mandando la sua scorta personale a fermare il giovane soldato e il suo drappello di uomini ardimentosi. Li accerchiarono ed eseguirono l'esecuzione, non mostrando pietà a chi sicuramente non ne avrebbe mostrato a propria volta.
Ora la regina sapeva che l'aveva perso. Sapeva perchè lui l'aveva fatto. L'aveva fatto per tutti quelli ancora vivi, l'aveva fatto per il suo re, ma soprattutto l'aveva fatto per lei, perchè era un soldato, e un uomo d'onore, e per questo lei lo amava.
Non doveva permettere che la sua morte fosse stata vana. Il suo sacrificio mostrò la vanità del re nemico, che tronfio della sua dimostrazione di crudeltà si era ingenuamente condannato con le sue mani, scoprendo un letale punto debole.
Così alla testa delle sue unità corazzate si lanciò all'attacco, determinata, fredda, una regina dalle lacrime di ghiaccio.
In poco tempo raggiunse le linee nemiche inarrestata, penetrando scortata dai suoi uomini, infervorati dal gesto eroico dei compagni fino al cuore pulsante del nemico, sterminando chiunque le opponesse resistenza.
Il sole era quasi tramontato quando il vessillo nero fu ammainato..il re nemico si arrese alla regina guerriera.
Quella regina in lacrime, intrappolata in una prigione di regole che sì la portarono alla vittoria, ma a quale prezzo...


Ps: Lau, te l'avevo detto che faccio schifo...io ci ho provato.

PPs: Ringrazio Alberto per il titolo :P

martedì 22 settembre 2009

L'equazione di Drake

Qualche volta noi esseri umani ci diamo proprio la zappa sui piedi. Negli anni '60 tal Frank Drake, astronomo americano, tentò di formulare un equazione per fare una stima numerica sul numero (probabilità) di potenziali civiltà intelligenti extraterrestri che potremo incontrare lungo la nostra permanenza in questo universo. L'equazione è la seguente.




Dove:
N è il numero di civiltà extraterrestri evolute presenti nella Galassia.

R* è il tasso di formazione stellare nella Via Lattea
fp è la frazione di stelle che possiedono pianeti
ne è il numero di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita
fl è la frazione dei pianeti ne che ha effettivamente sviluppato la vita
fi è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti
fc è la frazione di esseri intelligenti in grado (e con la volontà) di comunicare
fm è la frazione di esseri intelligenti in grado di raggiungere e colonizzare più pianeti (non sempre considerata)
L è la stima della durata di queste civiltà evolute

Non c'è bisogno di dire che i valori risultati dalle osservazioni erano a dir poco disastrosi. Tanto che i primi ad essere annunciati stimavano un valore di N minore di uno. Il che in parole povere è come dire che la matematica ci considera delle forme di vita collocabili fra i mitocondri e le ragazze di Non è la Rai in quanto a intelligenza.
Accortisi della gaffe, scaltri e lesti si affrettarono a rimaneggiare il risultato, pervenendo al risultato per cui N era semplicemente uno. Questo però non fu altro che un insabbiamento. Si certo, N=1 ci salvava la faccia dalla spudoratezza della matematica, mettendo al sicuro la razza umana qualche gradino sopra le amebe nella scala dell'intelligenza delle specie, ma al contempo buttò al cesso il lavoro di Drake e congiunti, riducendo uno studio potenzialmente interessante in un cumulo di aria fritta.
Certo perchè dire "siamo soli nell'universo perchè ancora non abbiamo incontrato nessuno" non è molto diverso dal dire "gli sbreghels non esistono perchè ancora la sflitta del blutereggo non ha scattato". Molto poco scientifico.
Come quando alle superiori si parte dal risultato copiato dal libro e si cambiano man mano i dati per far tornare tutto...aggiungi un segno qui, leva una quantità lì, dividiamo tutto per 87 (la divisione per 87 è un teorema comprovato, ma alla quale trattazione rimando in seguito), et voilà! Confondi l'ascoltatore e non troverà mai l'errore. E' fatta! Siamo intelligenti! PHEW!!
Ma basta guardare l'equazione per rendersi conto di quali errori siano stati commessi. A primo acchitto ci si accorge di paurose lacune in quanto alla scelta dei parametri.
Innanzitutto io aggiungerei il parametro 0v (zero vù). Ovvero il parametro zero voglia di conoscerci. E si, mica è detto che una volta che scoprono che esistiamo vogliano incontrarci...
Io per esempio,fossi in loro, ci starei alla larga il più possibile...non sopporto i terrestri, figuriamoci se dovessi spaccarmi l'anima anche con gli alieni...poi chissà che tipi di problemi hanno...nono, che se ne stiano a casa loro con le loro paranoie aliene, che noi ci facciamo i cazzi nostri. (Nda: questa ultima affermazione è in piena sintonia con le nuove linee guida ministeriali in fatto di politica estera)
Il secondo fattore che aggiungerei è il fattore C. La crisi. Che ne sappiamo che magari anche sul loro pianeta c'è crisi, e non possono venire a trovarci, perchè non possono permettersi il viaggio interstellare? Magari vogliono pure, ma tra carburante, cibo, pedaggi autostradali-stellari ecc non ce la farebbero. Triste.
Altro fattore è il fattore "i". Il fattore i è l'invisibilità. Metti il caso che sti cazzo di alieni sono invisibili. E se oltre al fattore "i" si aggiungesse il fattore "m", oltre che invisibili sarebbero pure muti. Poveracci. Magari son sulla terra da un sacco di tempo che cercano di farsi notare, ma noi ne ammazziamo a centinaia passandogli attraverso, semplicemente perchè non siamo tecnologicamente abbastanza avanzati da poterli anche vedere.
Insomma.
Troppi fattori, troppa confusione..fatevelo dire da un ufologo.
Che poi...che cazzo gli diresti a un alieno?

Marwich: "Hey ciao alieno, io sono Marwich, e sono un terrestre."
Alieno: "!"/&£%£$£/$£() 010001101 1001 0110 101 01 01000 "
Marwich: "Sì. Senti, questo si chiama iPOD, metti questi due auricolari in due delle 7 orecchie che hai, premi play e stai buono finchè non ripassano a prenderti. Io leggo. Piacere di averti incontrato."
Alieno: "!)"(£// !£("?=£(/£(£/&£§°§°§é* 383832102938asdhakdjshak"
Marwich: "aho, a ET...e levate dar cazzo"

Insomma, sarebbe una situazione spiacevole e imbarazzante. Ancor peggio che incontrare dal vivo Gigi d'Alessio.
L'unico risultato incoraggiante, dal mio punto di vista, fornito dall'equazione di drake è che non è totalmente escludibile l'esistenza dei trasformers, meglio noti anche come autobot, noti alieni formati da pezzi di ricambio di auto dotati di vita propria grazie all'olocron, che viaggiano nello spazio alla ricerca dell'energon. Magari prima o poi verranno sulla terra. Si, certo, la probabilità è molto bassa, lo so!...ma è pur sempre una probabilità, il che mi rende speranzoso. E positivo.
Io incontrerò Commander.
Grazie dottor Drake.


Ps: ora che mi ricordo ci sarebbe anche il fattore "R". Ovvero il fattore religione. Eh si, secondo più o meno tutte le religioni del mondo, noi uomini siamo l'unica specie pupilla di più o meno tutti i pantheon mai inventati (tiè! ho fatto uno smacco a tutte le religioni..scusate ma ci godo.), il che ridurrebbe gli alieni a forme di vita di serie B, indi per cui non dotate della nostra intelligenza. Il che annullerebbe il tutto, visto che non essendo noi in grado di andare più lontani della luna, figuriamoci quei pezzenti di alieni senza dio.
Però l'idea dei transformers mi alletta di più, quindi adotteremo la semplificazione del teorema dell'ateismo, così potrò incontrare finalmente Optimus Prime.

lunedì 23 marzo 2009

asd

Signor papa...le do un consiglio..una trovata pubblicitaria forse la aiuterebbe laggiù nel continente nero..
Qui altri esempi di come potrebbe orientare la sua campagna:
Ah, si, buona fortuna con quella storiaccia dell'ONU...continui così, la linea dura e la testardaggine alla fine pagano sempre!

giovedì 19 marzo 2009

Oh MY god...

Basta. Mi son stufato di Dio. Cambio religione.
......
Ah è vero, son ateo.
..............
Vabbè, fanculo, me la creo. Tanto Che ci vorrà? Ora con internet si fa in fretta...
Bene. Wikipedia dice che perchè una corrente di pensiero possa essere definita Religione, bisogna che abbia certe caratteristiche.
Allora...la corrente di pensiero c'è. Poi..vediamo un po...mhmhmhmhmh...qui dice che serve una divinità.
Vabbè.
La faccio io. Divinità a posto. Marwich l'altissimo. 1,92. basso non sono...

Non c'è bisogno di far notare che essendo la divinità non posso essere soggetto ad alcuna azione legale penale e/o civile, ai sensi del primo comandamento appositamente creato come primo generoso atto della mia immensa divinità, che così sancisce:

Comandamento number one (sono un dio al passo coi tempi):
"Non sono stato io. E anche se fosse sono Dio, quindi attaccati."

Poi...qui dice che perchè si possa parlare di religione bisogna assolutamente che ci sia un gruppo di umani che esprima il proprio rapporto con il sacro. Bene. Mi serve un gruppo di umani.Anzi, facciamo umane. Gnocche. Anzi. MOLTO gnocche.
Vabbè..non sarà poi così difficile..c'è riuscito Scamarcio, non ci posso riuscire io?
Poi, io dalla mia ho il potere divino...quindi ne avrò a bizzeffe, una volta messo in funzione il comandamento numero due...
(tono solenne) E Dio parlò, e disse:

Comandamento numero due:

"se non puoi convincerli...confondili."

Gruppo di umani assicurato.
Ah: No pentiti cattolici please. Per quelli ancora non siamo attrezzati.

Minchia! Easy proprio...figata fare il Dio! ALAKAZAM!!!! Che potenza! ho rotto il bicchiere solo imponendo la mano e levandogli l'appoggio e usando la MIA forza di gravità!
Ah si, la forza di gravità è mia..mi ero dimenticato di dirvelo. Dato che nessun Dio di nessuna religione l'ha rivendicata, e che non è soggetta a diritti di copyright o di proprietà privata, me ne impossesso in data odierna per i poteri conferitomi da me stesso. (tanto son sicuro che finchè gliela lascio usare, i fisici non ne avranno a male..vabbè a parte zichichi..).
La forza della scopa purtroppo appartiene alla Vileda, quindi non posso approfittarne. Ma soprattutto per pigrizia.

Bene. Poi. Già che ci sono, comandamento numero tre:

"Le acciughe sono bandite dal mondo."

Mi fa schifo solo l'odore..fatele estinguere, fateci quello che volete, ma fatele sparire. Io non ho tempo. O almeno non mettetele a tradimento nelle pizzette dicendo che sono al prosciutto porca troia!
E così Dio si pronunciò sulle acciughe. Amen.

Andiamo avanti. Dunque, come ogni buona religione che si rispetti serve qualche storiella da dare a bere ai credenti..
Boh...
.......
"Ehmmmm...e Jalapeno salì sulla montagna più alta, e offrendo in sacrificio una birra chiese al dio di risparmiare la sua famiglia dalla venuta degli extraterrestri. E allora il Dio prese la birra e la bevve. E disse a Jalapeno di tornare a casa da suo figlio, e che avrebbe avuto una visita che lo avrebbe salvato dagli alieni. Lo benedì con la sacra birra e svanì nel nulla, in un rutto cosmico, lasciando nell'aria un delicato profumo di magnolia. E birra. Così Jalapeno tornò a casa da suo figlio, ma ad attenderlo c'era la polizia, con un mandato di cattura per abuso di sostanze stupefacenti, che lo portò in prigione. Ma jalapeno era stato miracolato, perchè da quando fu ingabbiato, la disintossicazione lo salvò, e gli alieni non arrivarono mai. Proprio come Dio gli aveva promesso."

Facciamo che la storia di Jalapeno sarà la prima apparizione ufficiale di Dio Marwich nella letteratura scritta della nuova religione. Che potete trovare qua sul mio blog, esattamente 2 righe sopra questa. Amen.

Quindi ricapitoliamo. Divinità c'è. Gruppo di umani, c'è. Storiella, c'è. Comandamenti, ci sono. Mancano i rituali.

Rituali..tipo una messa o cosa? Qua wikipedia non è chiara. Vabbò, ne butto giù un paio così tanto per accontentare i fanatici. Quelli cioè che non possono fare a meno di qualcun'altro che gli dica come vivere anzi che usare il proprio cervellino..boh vabbè, il diritto di giudicare me lo riservo per i momenti di noia..
A questo proposito devo segnarmi di apparire in sogno a qualcuno per rivelare la data del giudizio universale. (Irene..mi sa che stavolta tocca a te..MWAHAhahahahwahHawhahwh)
Rituali...rituali...innanzitutto mi servirà un saluto rituale degno di ogni religione che si rispetti. Ce l'hanno anche quelli di scientology - che sarebbe lanciare la patata sacra (tutti gli adepti girano con una patata che chiamano "La patata sacra") in aria, e fare tre giri su se stessi prima che ricada a terra - non posso essere da meno.
Anche i cristiani per esempio,loro hanno il segno della croce..Che poi, voglio dire..sto segno della croce, ma non vi sembra un po triste? A me dibbrutto..Cioè, quel poveraccio ce l'hanno ammazzato e torturato su quel pezzo di legno, non vi pare sia un po di cattivo gusto ricordarglielo ogni volta? Boh vabbè..io avrei scelto un "dammi il cinque" piùttosto...
Però hanno ragione, pure i martiri aiutano...Fanno scena..
Cazzo mi serve un martire.
Il mio coinquilino andrà benissimo.
Sia ben chiaro che non è mio figlio. Non l'ho mandato alla tortura per redimere nessun peccato, e non l'ho fatto inchiodare da nessuna parte. Questa religione è contro le torture agli animali.
Comunque..mi serve un martirio credibile.
Hmmm...
....
Ma sì, una scopa in culo andrà benissimo.
" E Jerry - il mio coinquilino si chiama Jerry, l'ho deciso ieri in sogno - fu preso dalle guardie del tempio del male, e portato davanti al consiglio. Fu processato e giudicato colpevole di appropriazione indebita di deodorante, punibile con la morte previa tortura.(guarda caso) Così fu portato sulla montagna sacra, e sotto gli occhi pietosi dell'unico vero Dio (che sarei io) gli fu infilata la scopa del potere su per la sua fragile via rettale. E il cielo si fece buio, la terra tremò, e lui morì di emorraggia anale. Ma dopo 24 ore resuscitò, e i suoi discepoli lo videro al mac drive, ordinando un panino per il suo ultimo viaggio verso il paradiso."
Amen.
Va da se che il nuovo saluto sarà un gesto che dovrà imitare e riflettere il martirio a cui è stato sottoposto il nuovo messiah (e tu Jerry, non montarti la testa, come Dio ti ho creato, e come Dio posso distruggerti). Far finta di infilarsi un dito su per il sedere andrà benissimo. Si. Deciso. Il dito in culo sarà il saluto ufficiale.
Certo non è molto ortodosso..oh ma chissene, almeno a messa ci si fa due risate.

"Benvenuti alla sacra funzione fratelli e sorelle. (dito in culo)

Rendiamo tutti grazie al nostro Dio (dito in culo collettivo)

Oh salve Mastro (i miei discepoli si chiameranno mastri) (dito in culo)"

Bene. e pure il saluto è a posto. Ora mi serve una specie di Setta..E pure un nome da darle.
Hmmmm..cazzo, i "blues brothers" è già stato usato...
Facciamo "Quelli che non ne hanno voglia". Si, mi pare un nome azzeccatissimo. Perfetto.
Ci siamo! La religione è pronta!

E mo?

Uff...no basta, mi son già rotto pure di questa.

venerdì 13 marzo 2009

Eccheccazz..

Chi cazz mi ha sputtanato alla Garzanti????? Siete dei pezzi di merda...

giovedì 8 gennaio 2009

Momenti di sano Relax

Io proprio non capisco come cazzo è possibile che la gente guardi Amici di Maria de Filippi. Giuro, non capisco..
Durante ste passate feste, grazie al regalino che ho ricevuto per natale da una serata in giro al freddo (un menisco andato in sostanza), ho avuto l'occasione di stare sulla poltrona e di poter guardare un po di sana televisione italiana. 
Così mi son detto: "Hey, Marwich! - si, mi chiamo Marwich da solo, problemi? - perchè non provi a smentire la tua fama di insofferente verso la televisione italiana, e provi a guardare meglio prima di giudicare? Sarebbe molto democratico, nonchè molto maestoso!"
E mi son convinto. 
Accendo la tv. Partiamo dallo zero e poi in su per un approfondito esame dei canali. Orario: 3 del pomeriggio o giù di li. Inizio la mia avventura da critico televisivo.
Canale zero: Fanculo, è quello del registratore..prossimo canale.
Rai uno: Licia Colò.     ......   ........  Che il diavolo la dia in pasto ai demoni dell'inferno. Prossimo canale.
Rai due: L'Italia sul due..  ...... gesù. Le sventurate avventure sentimentali di Al Bano Carrisi. Andiamo male. Prossimo canale.
Rai tre: Teleparlamento. Parla IL Presidente. Berlusconi in pompa magna. Chiamo mia sorella comunista e mangiabambini e ci facciamo una mezzoretta di risate a crepapelle, poi riprendo l'esame.
Rete 4: Emilio Fede. No. Click.
Spengo la Tv istintivamente, e la faccio ripartire usando il tasto per far avanzare i canali di uno in uno, in modo che si riaccendesse sul canale successivo a quel coso. Click.
Canale 5: Tette e culi...mhmhmhh E pensare che quando ero pischello io, a quest'ora su canale 5 c'era Uan e Cristina d'Avena, che presentavano Holly e Benji e Mila e Shiro, i cartoni animati costituiti di antimateria. Prossimo canale.
Italia Uno: ZAN ZAN ZAN ZAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANNNNNNN (da abbinare alla sinfonia n°3 di beethoven)
Amici di Maria de Filippi.
Cambio rapido e lesto su La7, dove per mia sfortuna c'è Ferrara, che più grasso e unto non si può. Viscido come una palude malarica, che dice qualcosa di molto moderato, quale lui è, del tipo "gay al rogo". 
La scelta si fa ardua. Sconfinare nei canali regionali/interregionali dall'otto in poi, tipo Tele Efantino, Rete Capri, Canale50, Videolina, Tele Brogocchio del Vrennero, TV come vuoi tù....oppure provare a comprendere come mai milioni di ragazzi italiani riescano a trovare interessante argomento di conversazione l'ultima puntata di Amici. Senza il "di maria de filippi", perchè ormai è talmente cool, talmente get down che si abbrevia, come tutte le cose cool. Tipo: il cellulare ----> il cellu. La sigaretta ----> la siga. La macchina ---> la macch.
E vabbè..proviamo. Click.
"Quindi, Garrison, perchè siccome tu ritieni che io, cioè, non sono un ballerino professionista, cioè, io non ho capito, Garrison, cioè..io sono una persona sensibbile, cioè, io lo so che devo migliorare, cioè, ma, Garrison, io ci ho messo il cuore e lo sapevo che probabilmente, cioè, non ce l'avrei fatta, ma io, Garrison, cioè, so fatta così, e quindi vi voglio bene a tutti quanti"
Applausi. Gente commossa. Maria elargisce sguardi di immana e divina comprensione.
"Ma che cazzo è?" penso.
Beppe vessicchio con la faccia di uno che pensa "Ma io ero direttore dell'orchestra sinfonica della Rai (che spacca il culo ai passeri, NdA), che cazzo ci faccio quà?" Inquadratura di Garrison che giustamente non ci ha capito un cazzo. Silenzio: parla Maria.
Fa da paciere tra il pubblico che si scanna e insulta non si capisce bene chi e per che cosa [...]* Classifica. Altri insulti, una tipa piange [...]* Bene, ora c'è LA SFIDA!
"Ora almeno si picchiano, spero.." penso io. Niente. Sfida di Canto. I due cantanti, con la maglietta della sfida ottenuta non so come la settimana prima, fanno una gara a chi canta meglio la stessa canzone...
Ancora non ho capito se la maglietta ha poteri speciali per farli cantare meglio o meno, visto che se la contendono così tanto e la trattano come i cattolici trattano (quel falso storico de) la sacra sindone. Vediamo...parte la base e la sfida ha inizio.
...................
.....
Una porcheria così non l'ho mai sentita in vita mia. Basta, spengo la TV. No. Resisto. Sta per finire...ora almeno vediamo chi vince. 
Oh no...altra rissa e discussione senza senso. Qualcuno intervenga! Ecco, grazie Maria, sei sempre la migliore.
Bhe, a questo punto o dicono chi ha vinto oppure vado, picchio mia nonna, le rubo la pensione, e la spendo tutta al televoto per far vincere Marco Carta - Marco Carta è uno talmente triste che fa tenerezza: ha cantato una canzone di Vasco Rossi peggio di come la canta Vasco stesso, cosa che, vi assicuro, è incredibilmente difficile - così almeno son sicuro del vincitore e posso spegnere questo obrobrio.
Ah, no, ecco, pare si siano decisi.
Rullo di tamburi...
Maria si alza dal suo scranno regale e con maestosa e potente voce da cavaliere dello zodiaco estrae dalla busta il fatidico verdetto, che il pubblico trepidante attende per poter scatenare la rissa di fine puntata suppongo.
Eccolo! Il nome eccheggia nella sala e un boato di fischi e urla di gioia accompagna l'esultanza del vincitore, che non capisco se è Marco carta o l'altro culo abbaiante.
No. Vince l'altro. 
Peccato.
Mi ero affezionato..
Click.



* Il simbolo "[...]" indica che Marwich perde il filo. Ci scusiamo per la poca preparazione riscontrata dal cervello dell'autore nell'assimilare così tante stronzate in un lasso così stretto di tempo. 

domenica 28 dicembre 2008

Far impazzire un cattolico: Howto.

Mettere sotto scacco un cattolico è scandalosamente facile.
Dopo innumerevoli discussioni ed esperienze (ahimè) con elementi facenti parte di suddetta categoria, ho potuto sperimentare e constatare quali siano a grandi linee gli schemi mentali precostituiti di cui questi individui vengono dotati al momento del sacro battesimo. Ma anche i limiti a cui può essere spinta la loro capacità di ragionare logicamente, oltre i quali si sfocia in veri e propri deliri mistici degni del più sgangherato cabalista neoplatonico triplo (si ringrazia la sig.na Muller), o in attacchi di panico che si concludono nel peggiore dei casi  con la morte per asfissia cerebrale. Vi faccio un esempio. 

Marwich: Tu che sei credente, sapresti rispondere alla semplice domanda "Perchè Dio, se esiste, ci ha creati?"

Cattolico: Bhe, che domande, ma per un atto d'amore! (bibbia, versetto trullallero numero xxx)

Marwich: Ma che significa che ci ha creati per un atto d'amore??

Cattolico: Vuol dire che Dio è amore così puro che ha voluto donarci la vita. (qui di solito è titubante, probabilmente perchè non capisce nemmeno lui il senso della risposta)

Marwich: E che cazzo vuol dire?

Cattolico: Vuol dire che Dio è amore così puro che ha voluto donarci la vita. (con più spavalderia, ma senza cognizione ugualmente)

Marwich: .....    vabbè, ma se è stato un atto d'amore, com'è che allora al mondo c'è tutta sta merda? Guerre, malattie, il papa, povertà, ingiustizia, ecc?

Cattolico: Ma che c'entra? Quella è colpa dell'uomo!

Marwich: Ah, e perchè allora - visto che è tanto buono e ci ama così tanto - non interviene a mettere a posto le cose?

Cattolico: Ma è perchè lui opera in maniere misteriose, che noi non possiamo vedere. (e dilloooooo: N-O-N   L-O  S-O )

Marwich : Mi pare un po scarso allora, se da 3000 anni ci stiamo ammazzando e lui cerca pure di metterci le pezze..anche se non lo vediamo non mi pare molto efficace... Sembra più che ci ignori...

Cattolico: No assolutamente no! Lui è sempre dappertutto e vede tutto.

Marwich : Ah. Quindi si diverte a guardarci mentre ci devastiamo a vicenda? Ma che cacchio di Dio è? E' come se io mi creassi un formicaio gigante, e lo usassi per far combattere le formiche tra di loro fino alla morte, magari sorseggiando uno zibibbo e tifando per l'una o l'altra fazione.

Cattolico : Non farebbe mai una cosa simile, lui è pura bontà.

Marwich: Ma allora perchè ha creato il diavolo? Se è pura bontà non sarebbe dovuto esserne capace. Nemmeno di concepirlo.

Cattolico : Ma no che dici, lui è Dio: lui può tutto. Tutto sta nello scegliere il male, o nel non sceglierlo.

Marwich : Quindi torniamo al punto di prima: è sadico.

Cattolico: (accorgendosi della contraddizione cambia nettamente discorso, sviando da possibili altre domande scomode che, povero lui, arriveranno invece inesorabilmente) Macchè sadico! Lui è perfetto, non farebbe mai un errore così.

Marwich : Però ci ha creato fallaci, imperfetti e pieni di problemi. Come te lo spieghi questo?

Cattolico: Ancora con questa storia! Lui ci ha creato perfetti! Siamo noi che ci siamo rovinati tutto da soli! E' perchè abbiamo il libero arbitrio!

Marwich: Ma secondo te chi sulla faccia della terra sceglierebbe di nascere col cancro? Pensi che dio ce l'abbia mandato per qualche misterioso motivo, senza che noi potessimo farci niente, oppure siamo buggati, e quindi non così perfetti?  O no? ci avrebbe creati in modo che non avremo nemmeno potuto pensare di farci del male! Oppure non avrebbe creato il cancro! Se non c'è la causa non c'è l'effetto..

Cattolico: Nooooo! Siamo stati nooooiiii  (con tono di voce alterato, sintomo inequivocabile dei primi segni di cedimento, accompagnati da tic nervosi tipici di chi è all'interrogazione sbagliata senza la giusta preparazione)!!

Marwich: Ok. Ricomincio. Com'è che ci ha creato in modo che avessimo la possibilità di fottere tutto? Se è così perfetto, buono e onniscente come si dice, sarà anche in grado di conoscere il futuro e sapere che prima o poi saremo finiti così no?
E allora le cose sono 2. Se lo sapeva o è sadico, o non ci vuol bene manco per il cazzo. Se invece non lo sapeva, vien da se che non è poi così perfetto e onniscente. Come la metti?

Questa è la mossa dello scacco. A questo punto la stragrande maggioranza, messa davanti a questa contraddizione, dovrebbe già cedere e sfociare nelle sopracitate crisi epilettiche. Alcuni invece, a seconda della categoria di cattolico, tendono a chiudere bruscamente la conversazione in uno dei seguenti modi:

" ERETICO!! MERITI DI MORIRE TRA LE FIAMME DELL'INFERNO!!!  £#§&%!!!! "
" Povero stolto, tu non capisci la vera verità "
" E' il mistero della fede...le vie del signore sono infinite, dio vede e provvede, e noi non possiamo capire il disegno di dio"

Il che equivarrebbe a dire "non lo so, ma credere in dio è sempre meglio credere in un puffo". 
Cardinale bianco in H9.