Cose che vorresti aver detto alla tua ex.

Se c'è una cosa che veramente non riesco a mandar giù è l'antisimmetria.
Del mio letto.
Chiamatelo capriccio, fantasia, fissa, fissazione, mania, fisima, ossessione, tormento, invasamento demoniaco, possessione diabolica...ma non posso fare a meno di diventare una madre di panda che protegge il suo cucciolo, se vedo che il lenzuolo è più lungo su un lato del letto rispetto all'altro.
Non giudicate il fatto che in un letto sìffatto non riesca nemmeno a dormirci e che mi provochi incubi l'idea di avere le lenzuola asimmetriche ma non avere abbastanza forza di volontà di vincere la pigrizia di alzarmi e controllare. E non giudicate nemmeno il fatto che non posso far a meno di farlo notare a possessori di letti non miei aventi questa spiacevole ed inaccettabile caratteristica.

Ma si può sapere che c'hai che sei così nervoso?

Niente.

Niente..

Niente.

E allora perchè la tua gamba si muove a 400 battiti al minuto e stai strangolando il gatto?[1]

Oh, lo faccio sempre.

Ah. E perchè hai messo "Training autogeno per esperti, volume 3." nello stereo?

Perchè, non ti piace la suoave voce del maestro Shen Ghzwou Lien Esposito?

Si, ma perchè hai messo la sezione per calmare gli istinti omicidi?

Oh, pensa te, non ci avevo fatto caso.

E perchè ora strangoli il cane?[2]

Scusa, ma il gatto era morto..

Senti..sei sicuro di star bene?

Mai stato meglio.

Bene...

Fantastico.

....

......

No, senti...

E VA BENE, OK NON LO SOPPORTO PIU'. DEVO FARLO.

...

...

...

Bhe?

Bhe?

Hai ammazzato il gatto per sistemarmi il lenzuolo?

Te ne prendo un altro al gattile.

Tu hai bisogno di un dottore.

Io? E perchè mai?

Perchè sei pazzo!

Io? No, ti sbagli.

Certo, nessun pazzo ammetterebbe di esserlo.

E a quel punto mi ha fregato. A dire il vero mi ha sempre fregato così..hmmm. Comunque, purtroppo non serve essere pazzi per capire che questo trabbocchetto della logica popolare non dà scampo. Probabilmente scosso dall'incompreso gesto -perchè è di questo che si tratta: incomprensione (nel senso di mancanza di mezzi socio-psico-pedagogici per l'interpretazione degli eventi da noi considerati insoliti)- l'altro interlocutore, che considereremo a titolo di esempio un essere umano di sesso femminile di razza caucasica di estrazione sociale medio-borghese, con tutto ciò che ne consegue sulla sua forma mentis acquisita attraverso le esperienze di vita comuni a molti giovani come me e lei, si è già fatto l'idea che la mia frivola predilezione per la simmetria in ambito di organizzazione e logistica per le attività di riposo e pisolino, non siano altro che sintomi di una non meglio precisata turba psichica generalmente, e a mio avviso male interpretando il significato della parola, chiamata "pazzia".
Niente che tu possa dire o fare riuscirà a sradicare dal cervello della suddetta esemplaressa il seme dell'idea che tu sia pazzo, una volta che lo stereotipo condito di logica ha innaffiato quell'idea. Questo per un semplice motivo. E cioè che le credenze e i comportamenti popolari sono più influenzati dalle immagini che dai fatti dimostrabili. In questo mondo i pazzi sono ben isolati e numerati, sono riconoscibili agli occhi di tutti, perchè sebbene sia vero, come dice la frase in questione, che nessuno abbia davvero la percezione di cosa sia la pazzia -ed in fondo il punto è proprio questo- tutti hanno la credenza popolare, ed il conseguente comportamento, di pretendere di sapere cosa NON sia la pazzia, semplicemente perchè si è deciso che un non-pazzo, non sapendo cosa sia un pazzo, debba corrispondere ad una serie di caratteristiche decise a tavolino da chi, per quanto ne sappiamo poteva benissimo essere pazzo davvero. Ma nessuno si pone mai questa domanda, e accetta che se non sei pazzo ti comporti in una certa maniera, perchè il modello più o meno funziona e nessuno si prende la briga di ascoltare chi viene etichettato come pazzo. Se non sei pazzo non vedi spazi vettoriali dentro tazzine di caffè. Se non sei pazzo ti caghi addosso se ti trovi nel mezzo di una tempesta di fulmini, non rimani inebetito a guardarli in adorazione pensando ai campi magnetici che sprigionano e a cosa potresti fare con tutta quella energia. Se sei normale, se non sei pazzo, quando guardi le stelle pensi a quanto son romantiche, o ad altre stronzate del tipo quanto siamo piccoli, chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo, o altre domande inutili, non vedi immense fornaci nucleari che bruciano alla velocità di centinaia di migliaia di km/h. Se sei considerato pazzo e proponi a un agenzia governativa il progetto di una navetta spaziale, ti ridono in faccia, non ti mettono a capo del loro programma missilistico. Se ti professi inventore, ma la gente ti considera pazzo, non prenderanno mai sul serio le tue invenzioni.
Non importa che sia esistita al mondo della gente che abbia polverizzato la logica al di sotto della frase "nessun pazzo ammetterebbe di essere pazzo", perchè la burocrazia delle credenze popolari è troppo fortemente radicata nel marasma delle nostre sinapsi che ha resistito agli impatti, e questi "pazzi" sono invece stati definiti "geni": pur di non accantonare il teorema perchè smentito dalla realtà delle cose si è preferito aggiungere dei corollari postumi giustificando i fallimenti della credenza come casi particolari del teorema. Un po come dire "Teorema: questa teoria funziona sempre, anche in alcuni casi in cui è un po diverso che chiameremo casi particolari. Corollario: in caso in cui la teoria fallisce, questo evento verrà definito un caso particolare."
Alla fin fine quindi è solo una questione di parole. Basta cambiarle ed è fatta.


Albert Einstein. Pazzo. Elabora la teoria della Relatività
e sconvolge la fisica rivoluzionandola.


Nikola Tesla. Pazzo. Il più grande Scenziato di tutti i tempi.


Thomas Edison. Pazzo. Inventore.


Werner Von Braun. Pazzo. Fondatore della NASA e ideatore
del programma Apollo che portò i primi uomini sulla Luna.


Gene Wilder. Sano di mente. Miglior interpretazione
dello scenziato pazzo della storia del cinema.


Io. Pazzo? I don't think so, baby.



___________________________________________________________________

[1] Ci tengo a precisare che nessun gatto è stato maltrattato durante la stesura di questo post. Il fatto che trovi esilarante l'idea di uno che dal nervosismo strangola il gatto della fidanzata, e ho riso non poco, non significa che ciò sia accaduto o possa accadare realmente.
[2] Anche qui stessa considerazione fatta in [1]. Solamente che strozzare un cane fa meno ridere, quindi l'ho risparmiato.

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SHHHHWOOOOOOOONK! Parte 2.

Armstrong e Aldrin sono appena rientrati nel lato chiaro della luna. Come noto, quando ci si trova nel lato oscuro, la presenza della massa della luna tra il lato oscuro stesso e la terra impedisce ogni tipo di comunicazione radio. Durante l'escursione quindi gli astronauti si trovavano soli con loro stessi, incapaci a comunicare. Nel momento in cui riprendono le comunicazioni il radioamatore Impicciowsky era in ascolto:

Armstrong: Houston qui Eagle 1, passo
Addetto telecomunicazioni: Avanti Eagle 1, qui Houston in ascolto, com'è andata ragazzi? passo
Armstrong: Houston, non ci crederete mai, passo
Addetto telecomunicazioni: ..... passo?
Armstrong: Houston, posso parlare liberamente? passo
Addetto telecomunicazioni: Neil, c'è il presidente qui, vi sta ascoltando, passo
Armstrong: Presidente, lei non crederà mai a quello che è successo quassù, passo
Nixon: Ragazzi, sono il presidente Nixon, non tenetemi sulle spine
Addetto telecomunicazioni:presidente, deve dire passo quando ha finito
Nixon: ah, sì, passo
Armstrong: bhè, signore, io veramente non so come dirglielo..passo
Nixon: avanti, comandante, vuoti il sacco
Addetto telecomunicazioni: deve dire pa-
Nixon: uff! PASSO!
Armstrong: va bene le farò un riassunto: Una volta usciti dalla safe zone ed entrati nel lato oscuro, siamo arrivati nel punto stabilito per il contatto, quando abbiamo scoperto che in realtà tutto l'altipiano dove avevamo fotografato gli esseri era deserto. abbiamo camminato per quasi un terzo della nostra riserva d'aria senza trovare traccia. Abbiamo anche pensato di tornare indietro ad un certo punto, quando ecco che sentimmo quel rumore.
Nixon: Rumore? che rumore?
Addetto telecomunicazioni: Signore deve aspettare che dica pas-
Nixon: Giovanotto, se me lo ripete ancora una volta, le giuro che la farò sbattere a pulire il cesso del mio air force one, e sappia che il cuoco di bordo è indiano.
Addetto telecomunicazioni: scusi signore.
Nixon: avanti Armstrong, continui.
Armstrong: ......
Nixon: passo ARMSTRONG, PASSO!!!!
Armstrong: Dicevo, sentimmo questo rumore stridulo, vibrare dentro le nostre tute: "SHHHHWOOONK!". Ci siamo diretti verso la fonte delle vibrazioni e li vedemmo, dietro una grande formazione rocciosa concava. Tutti riuniti come in una grande struttura a forma di cerchi concentrici. Roteavano e roteavano e roteavano, in un ritmo ipnotico. Eravamo rapiti da quella danza quando notammo ad un certo punto un esserino un po' più grosso degli altri, su una roccia sopraelevata. Al suo comando tutti i provolini saltarono. Erano talmente tanti che l'impatto simultaneo di migliaia di provole sulla superficie lunare creò un onda d'urto che quasi ci fece sganciare dalla gravità. Devo la vita al capitano Aldrin che mi ha trattenuto per il cavo di sicurezza.
Fu in quel momento che fummo scoperti.
In pochi istanti fummo circondati senza possibilità di muoverci. Così il più grosso di loro, quello che stava sull'altura, si avvicinò e cominciò a dare quelle che suppongo fossero testate, ad un sasso vicino a lui. Non capivamo cosa stesse succedendo lì per lì, quando al capitano Aldrin venne l'idea di tradurre in codice morse i regolari "tac tac" provocati dalle testate del provolino.
Nixon: Ebbene? ha avuto successo? passo
Armstrong: Sì signore. Passo.
Nixon: Com'è possibile??
Armstrong: Informatori, signore. Li hanno dappertutto, cammuffati da sassi, sulla superficie del lato chiaro. Captano le nostre comunicazioni da anni, essendo rocce assorbono le onde radio. Ci hanno studiato per anni, e conoscono il morse, la paella, e i pink floyd. Inoltre captano la radiazione residua dei nostri satelliti televisivi. Hanno una discreta conoscenza di tutto il nostro gossip internazionale. Vanno matti per Fred Buscaglione.
Nixon: E chi diavolo è??
Armstrong: Un cantan-
Nixon: Vada avanti Armstrong!
Armstrong: Ebbene, signore, lei non ci crederà. Io e il capitano Aldrin siamo capitati in quello che a quanto pare è un loro rituale ricorrente.
Nixon: che scopo avrebbe? E' un pericolo per la sicurezza nazionale?
Armstrong: Dubito signore.
Nixon: Come può esserne così sicuro comandante?
Armstrong: Ehm...signore..perchè ho come l'impressione che...sì, insomma...
Nixon: Allora?????
Armstrong: Signore, abbiamo a che fare con una specie, diciamo, poco evoluta.
Nixon: Cosa intende comandante, sia chiaro.
Armstrong: Sono degli imbecilli, signore. Degli stupidi sassi imbecilli.
Nixon: Si giustifichi.
Armstrong: Bhe, si, sono molto in collera con noi, perchè ci ostiniamo a chiamarli "abitanti del lato oscuro della luna". Parola del grande Mingrone.
Nixon: Mi prende in giro, Armstrong? Controlli il livello di ossigeno, se è troppo alto è probabile che stia vaneggiando. E poi chi è questo grande Mingrone?
Armstrong: Il loro capo, signore. Si chiama così.
Nixon: Lei sta impazzendo armstrong, è in evidente stato confusionale.
Armstrong: Il livello di ossigeno è a posto, signore, nessuno scherzo.
Nixon: Ma com'è possibile? nemmeno sapevamo della loro esistenza, come potevamo chiamarli con un altro nome? tutto ciò non ha senso.
Armstrong: Dimentica che ci ascoltano da anni signore, tutti quei programmi notturni alla radio, hanno assimilato così tanta letteratura che si son convinti che quello sia il nostro mondo reale, dove nella nostra fantasia ricorrente di un lato oscuro della luna abitato, loro sono gli abitanti del lato oscuro.
Nixon: E dove sta il problema?
Armstrong: Non gli piace il nome.
Nixon: .......
Armstrong: Loro sono gli "asssslllllllllroooooooooooooooaaaavvvvvvvvvh". O almeno così il capitano Aldrin ha tradotto il loro nome.
Nixon: ......
Armstrong: Ci tengono, signore.
Nixon: ....
Armstrong: Molto.
Nixon: E quindi comandante?
Armstrong: Hanno il potere di controllare le maree, con quel loro rituale saltellante. Credono che se ci danno fastidio con le maree cambieremo il modo di chiamarli.
Nixon: Ma non ha senso...
Armstrong: Concordo, signore.
Nixon: Cosa facciamo comandante?
Armstrong: Bhe, signore, io e il capitano Aldrin avremo un idea.
Nixon: Sentiamola.
Armstrong: A noi servono le maree per l'ecosistema, questo è un dato di fatto. Il problema è che per crearle, loro fanno questo rituale, e per farlo hanno bisogno di nutrirsi di sassi lunari per alimentarsi. Ciò vuol dire che solo per farci un dispetto si mangeranno gran parte della luna, il chè avrebbe conseguenze catastrofiche per la terra.
Nixon: Questo l'avevo capito. Quindi che propone?
Armstrong: Papaye.
Nixon: P....Papaye?
Armstrong: Si, signore.
Nixon: E perchè le papaye?
Armstrong: Perchè hanno la stessa composizione chimica delle pietre lunari, con un aggiunta di ferrocarbonato e di campionato di calcio, comunemente reperibile nelle vernici da decoupage, potremo inviare tonnellate di papaye dipinte da sassi e paracadutargliele di nascosto quando dormono, e alimentarli facendogli credere di farci un dispetto, mentre in realtà ci stanno facendo un favore.
Nixon: Armstrong, lei è un genio.
Armstrong: Grazie signore.
Nixon: No, davvero. Lei è un eroe.
Armstrong: Troppo buono signore.
Nixon: Bene, Comandante. Ha reso un gran serv--

Qui le comunicazioni radio si interrompono, sfortunatamente il signor Impicciowsky cambia stazione radio per spiare le comunicazioni telefoniche della ex moglie, che a quanto pare se la faceva con un ex Cosacco di nome Panzershrek, e a lui questa cosa a quanto pare non andava giù. La gelosia talvolta è più forte del senso storico.

Nella terza ed ultima parte pubblicherò rivelazioni ancora più scottanti, tanto da poter temere per la mia incolumità.
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SHHHHWOOOOOOOONK!


"Signore c'è qualcosa che dovrebbe vedere"
"Che succede, Kovalsky?"
"La Luna signore..."
"Bhe?? Che c'è, qualcuno ti ha mangiato la lingua Kovalsky?"
"No, signore..è che..."
"Allora??"
"E' abitata signore."
"Cooooooooosa?????"
"Si, signore. Il lato oscuro."
"Ma come abbiamo fatto a non accorgercene mai???"
"Li abbiamo scambiati per sassi, signore."
"...."
"E non è tutto signore."
"Ah no??? Cos'altro c'è???"
"Se la stanno mangiando."

Incominciò tutto così,in un laboratorio della NASA, una fredda mattina del 1962. Pochissimi sanno queste cose. La guerra fredda, la corsa alla luna, Russia, America: solo una grossa montatura. Quella mattina di Dicembre era stata data una risposta alla più esistenziale delle domande del genere umano: siamo soli nell'universo?
Una storia mai raccontata, intrisa di mistero e fascino, e chissà, forse anche di avventura e pericolo. Ma soprattutto di papaye.
Riportiamo ora le testimonianze inedite raccontate dal protagonista dei giorni dell'Apollo 11, la missione che portò i primi uomini sulla luna. Starà al lettore, alla fine, giudicare e meditare...ma lasciate che vi dica una cosa: la verità non è mai stata così vicina.

Dal diario di Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11:

"15 luglio 1969, Houston, Texas.
Diciotto ore alla partenza. Ho appena salutato mia moglie, forse per l'ultima volta. Per la prima volta dopo l'addestramento e i briefing di missione ho paura. Sarò il primo uomo ad approcciare un contatto con una civiltà aliena.
Certo entrerò nella storia, ma ora penso solo che spero tanto di tornare a casa sano e salvo...
Meglio che dorma...la notte porterà consiglio.."

"18 luglio 1969, 300.000 Km dalla terra.
Manca poco ormai, solo 80.000Km. La luna è immensa da qui...
L'equipaggio è nervoso. Il capitano Aldrin si è mangiato quasi tutte le unghie, e sta cominciando a guardare quelle del tenente Collins con ingordigia. Penso che dovrei ordinargli di dormire, ma come mi ha confidato poco fa, non fa che pensare a quando dopo l'atterraggio prenderemo contatto con gli alieni. Credo che ripetergli le rassicurazioni del dottor Kovalski sul fatto che gli alieni hanno l'apparenza di innocue provole non abbia sortito effetti positivi. Lo vedo molto demotivato, spero solo che non crolli nel momento critico. Quanto a me...bhè, spero proprio che Kovalski sappia ciò che fa.
Mi preparo per dormire.. "

"20 Luglio 1969. In orbita attorno alla Luna.
Abbiamo fatto 15 orbite attorno alla luna e abbiamo iniziato la prima fase della missione. Sorvolando il lato oscuro così tante volte abbiamo potuto scattare diverse fotografie e raccogliere una discreta quantità di dati sugli abitanti del lato oscuro. Ora per la prima volta sento la paura divenire reale. Loro son là, ad appena 30 Km da me, che rotolano senza senso sbattendo gli uni con gli altri e riprendendo per la loro strada. Sicuramente si sono accorti di noi, perchè ogni volta che li sorvoliamo dall'alto, prendono a muoversi convulsamente, sbattendo e rotolando. Credo siano ostili."

"20 Luglio 1969. Sulla superficie della luna.
The eagle has landed. Siamo atterrati. Houston ci ha dato il via per l'attività extraveicolare. Il LEM è in assetto, il capitano Aldrin si sta infilando la tuta pressurizzata, tutto è pronto. Queste potrebbero essere le mie ultime parole da vivo. Se qualcosa dovesse andar storto e qualcuno dovesse ritrovare questo diario..queste parole son per mia moglie: ricordami come uomo, non come eroe, perchè in questo momento ho paura, e non c'è niente di eroico in me, solo il desiderio di poterti riabbracciare."

"21 Luglio 1969 Sulla Superficie della Luna.
Siamo rirentrati da qualche ora, abbiamo ricevuto ordine di riposare da Houston, dopo il rapporto, ma non riesco a dormire. Il capitano Aldrin, beato lui, si è addormentato come un bambino. Certo tutto questo ha dell'irreale..chi si aspettava un tale sviluppo?
Neil Armstrong...eroe?
No, non ci riesco...non posso fare altro che pensare a quel suono stridulo..."SHHHHHHHHHHWOOONK!!!"..."

Qui si interrompe la testimonianza del diario del comandante dell'Apollo 11. Ma la storia non finisce qui.
Quando si è saputo che stavo indagando su questa storia, ho ricevuto un email anonima da un tale che si definisce un "esperto in materia di telecomunicazioni", che mi ha invitato a controllare i vecchi archivi di un centro amatoriale di ascolto radio sperduto nella tundra russa. Per fortuna questo centro amatoriale ha un sito web, e così ho scoperto che è gestito dal figlio dell'ex fondatore ormai morto. Frugando quà e là nel suo profilo ho scoperto che è molto solo, e che vive nel centro di ascolto con un puma di nome Pasteque che sta sempre seduto su una sedia (sarà solo una coincidenza, ma in tutte le foto appare così), apparentemente eredità del vecchio padre morto a cui aveva promesso in letto di morte di portare avanti la tradizione della famiglia Impicciowski, ascoltatori radio da generazioni.
Così, facendo leva sulla solitudine del ragazzo, mi son iscritto alla chat per incontri romantici che ha dichiarato di frequentare sul suo website, e sotto le false spoglie della Dottoressa Megatron e tre ore di cybersex su skype, l'ho convinto a farmi accedere a dare un occhiata ai file segnalatimi dal misterioso informatore.

La scoperta però è valso lo shock traumatico causato dalla chiacchierata su skype col ragazzo, da cui probabilmente non mi riprenderò mai. E' venuto fuori infatti che il padre di quel pervertito era riuscito a captare e decifrare le telecomunicazioni dell'Apollo 11 con Houston, proprio nel momento in cui Armstrong e Aldrin facevano rapporto dopo la famosa passeggiata lunare, momento in cui sappiamo riferirono degli alieni.
Se avrete la pazienza e la curiosità di voler sapere la fine di questa storia, e rispondere finalmente ai quesiti che vi siete sempre posti su alieni, vita extraterrestre, senso della vita, ecc ecc...non pertedetevi la prossima shockante rivelazione. Pubblicheremo le trascrizioni delle conversazioni tra Armstrong e Houston, così come avvennero quella storica notte.


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So 'na sega io...

Non ricordo nemmeno perché siamo finiti in quel lounge bar quella sera. Ricordo il tuo vestito, le bretelle fini che cadevano così perfettamente su quella tua pelle bianca...
Eri di spalle, al bar, mentre prendevi il tuo drink. E come cadeva quel vestito...
Feci appena in tempo a chiedermi cosa ci facessi vestito in quel modo, che ti girasti e tornasti da me con il bicchiere in mano. Sapevo di avere quell'espressione da ebete, quella che mi viene sempre quando ti vedo camminare. "Resisti, cazzo, sei incravattato e in un posto di classe! non farti notare!", pensai...
"Ma che ci facciamo qui?" ti chiesi. "Cosa ti importa di dove siamo?" mi rispondesti mentre mi passavi avanti e facevi segno di seguirti.
Mi prendesti la mano e mi portasti in pista. La musica era proprio perfetta. Sai bene che effetto mi fa la musica, e sai anche che effetto mi fai tu: sai che non posso resistere alla canzone giusta al momento giusto, che non so resistere a te... in nessun momento. Eppure mi avevi portato in quel posto, mi avevi fatto vestire di tutto punto, mi avevi spinto al limite dell'imbarazzo: mi avevi reso completamente impotente.
E come dovevi aver previsto, non resistetti e cominciai a ballare.
Ti avvicinasti e un altro obbiettivo del tuo piano si compì. Inconfondibile come tutte le volte, il tuo profumo.
Se non fosse stato per quella dannata canzone...ma tu lo sapevi, avevi preparato tutto. O forse no? Forse l'avevi solo voluto ed eccoci lì. Ma la cravatta non aveva senso...
"Perchè mi hai portato qui?" ti chiesi ancora una volta, più per scrollarmi di dosso tutta quell'atmosfera e darmi l'illusione di avere ancora il controllo. "Per ballare." "No, ti prego, non sorridermi così!", pensai..
E mi guardavi. E ti guardavo. Sapevo cosa mi stavi dicendo in realtà: so di cosa parlavano quegli occhi, ma come avrei voluto sentirlo uscire da quelle labbra...poi mi sorridesti e mi dicesti: "vieni con me".
Tutto si fermò...
Tutto immobile, noi compresi. Allora uscimmo e ci prendemmo per mano, come due osservatori esterni, intrappolati in quel momento oramai già ricordo.
Abbastanza lungo per renderti conto che è tuo e lo è ora, ma troppo breve per godertelo.
Ora quella musica riprende, e noi siamo di nuovo qui, nello stesso lounge bar di quella sera...
La musica riprende, e riprendiamo coscienza. Ti stringo forte le mani sui fianchi, come per non volerti far allontanare. Ma tu non ti muovi da me. Mi guardi ancora...oh come adoro quel tuo sguardo di rimprovero...
Ma tu sai anche questo, e oggi non perdoni nessuna debolezza. Oggi hai voluto che andasse così, e così sta andando.
Conosco le regole, le loro trappole...
Stai giocando di nuovo come se non avessi niente da perdere... E vincerai. Sei venuta fin qui, così maledettamente bella con quel filo d'argento che ti cinge il collo, hai scelto tutto e alla fine mi hai davvero portato dove volevi... come quella sera in questo stesso lounge bar, prima che mi svegliassi. Un attimo prima di sentirti dire "ti amo"...
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Mosca Sapiens Sapiens


Ore ed ore a far questo:

Ma io mi chiedo. Ma con tutto il cazzo di cielo che hai a disposizione, contando che vivi una settimana se ti va bene, perdi il 3% (circa, in realtà è anche leggermente di più) della tua vita a fare ste puttanate? Ma che ti passa per la testa?
Ho anche controllato! Ho detto, metti il caso che sei una povera moschina innamorata e cerchi di attirare l'attenzione della tua amata che sta sul tavolo a farsi gli affari suoi :
E tu sei lì, ore ed ore, a far questa danza senza tregua, con un cielo intero che ti aspetta.
E allora perchè stai imperterrita a fare quell'esagono?
Il 3% della tua vita! E' come se saltassi in macchina e mi mettessi a girare in tondo in una rotonda per (ammessa una vita media standard europea per l'uomo medio di 75 anni) due anni e mezzo senza fermarmi! Per poi proseguire tranquillamente in un uscita a caso e tornarmene a casa.
No, ci dev'essere per forza l'amore di mezzo per fare una cosa così stupida.
E allora a questo punto mi viene in mente di uno studio che ho letto da poco, sicuramente ne avrete sentito parlare. Non che mi interessi veramente di queste cose, ma già che ci sono, perchè perdersi queste chicche e non informarsi su come vengono spesi fior fiore di investimenti in studi come questi? E comunque. Questo studio, fatto non si sa bene da quali esperti e con quali mezzi (anche se a me, ad esser sincero, interesserebbe di più il metodo, così, tanto per ridere) afferma che l'uomo penserebbe al sesso addirittura ogni circa 10 secondi. Il chè in 75 anni di vita, tolti gli anni di pubertà dove è meglio che non si sappia niente, sarebbe una cifra enormemente sopra il 3%. Alla faccia del chiodo fisso.
Cosa c'entra con le mosche?
E' molto semplice.
In realtà questo movimento, questa sorta di danza, l'avevo già vista...
E non da una mosca.. ma da un tamarro con la camicina bianca aperta sino all'ombelico a sfoggiare un campanaccio d'oro stile coperchio di fognatura, sopracciglio depilato con piercing, e dopobarba corrosivo, in un bar mentre faceva dei movimenti precisi e regolari intorno a quella che all'inizio sembrava una poltrona imbottita come tutte le altre, ma poi si è scoperto essere un esemplare di sesso femminile (homo sapiens sapiens). Fondamentalmente perchè a differenza delle altre poltrone aveva il rossetto e si muoveva.
Quei movimenti lenti e regolari sono nient'altro che la trasposizione moschiana della danza dell'amore applicata ad un essere umano.
Mettete il caso poi di aver seguito per un po' questa mosca andare lungo il suo esagonino per diciamo un oretta buona (i vostri corrispondenti 6 mesi in una rotonda, pensateci: è inquietante se vi mettete nei panni della mosca), e che quella tutto ad un tratto, senza nessun apparente motivo, lasci quella danza e si metta a volare in direzione della finestra, che per caso ha un anta aperta ed una chiusa. La mosca innamorata immediatamente e matematicamente andrà a cozzare contro l'anta della finestra chiusa. Non contenta torna indietro, prende la rincorsa, e ci si schianta nuovamente. E poi ancora, e ancora, e ancora, e ancora. Per 20 interminabili minuti (2 mesi umani). Finchè poi non si accorge che l'anta affianco è aperta, e allora vola via in cielo, per essere, chissà, mangiata da un pipistrello.
Anche questo mi ricorda qualcosa...
Quando lavoravo come pigna da osservazione per il KGB a Wrocklow, avevo un amico, Jessicoh, che aveva deciso di tornare con la sua ex moglie dopo che lei lo aveva tradito con una coppia di nani da giardino. Tornarono insieme e le cose funzionarono per qualche mese, poi lei conobbe un tostapane e lo tradì di nuovo. Lui la perdonò, e decise di riprenderla in casa e le cose funzionarono ancora per qualche mese, finchè lei non prese una sbandata per un anticiclone atmosferico da cui ebbe anche un figlio. Lui la perdonò ancora perchè la amava troppo, e decise anche di tenere il bambino e di crescerlo come se fosse stato suo. Ma il giorno del primo compleanno del bambino, sua moglie ruppe la sua tazza di starwars e lui perse le staffe e sfogò anni ed anni di repressione: la lasciò, fuggendo con la macchina dell'ex amante tostapane della moglie, e un pacco di soldi che non ho idea da dove li avesse tirati fuori (non me l'ha mai detto).
Concessa la metaforizzazione della storia del mio amico, non vi sembra di notare qualche somiglianza tra il comportamento di Jessicoh, e quello della mosca? Sbattere al vetro, mal di testa,perdonare tradimento, tornare con l'ex moglie, sbattere al vetro, altro mal di testa, altro tradimento, altro mal di testa, riprovare contro il vetro, riprovare con l'ex moglie, sbattere di nuovo al vetro, riprenderlo nel sedere, altra rincorsa, altro vetro, altre corna, ecc ecc ecc...
Finchè la mosca sapiens non si accorge che il vetro affianco è aperto, e allora basta che si rompa una tazza di starwars e via liberi nel cielo con un pacco di soldi!
E insomma...qui quadrano troppe cose...Se le analogie comportamentali con le mosche sono corrette, se ammettiamo per un attimo nella nostra vita che anche le mosche hanno i loro sentimenti, chi è che merita l'estinzione?

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E io che pensavo di essere normale..

Mi piace l'ordinaria follia. Non che quella straordinaria non mi faccia impazzire ugualmente: ma quella ordinaria a volte ha un pallino, uno storcere di naso che magari non ti aspetteresti da una persona ordinariamente folle.. mah, sarà per questo che la chiamano follia..
Io l'avrei chiamata Penny.
E comunque, già l'accostamento tra le parole "ordinario" e "follia" è qualcosa di per sè un po da matti, figuriamoci se le parole rispecchiassero realmente quello per cui così inutilmente ci intestardiamo e ci affanniamo a farne di loro: usarle per descrivere noi stessi.
No, no, è una cosa folle.
E quindi perfettamente in tema.
Che poi, che cacchio ci faccio a scrivere queste cose alle 5 del mattino? Si, forse è folle. Di solito le persone ordinarie a quest'ora dormono, non ripensano alle cose strane che gli capitano durante tutta la giornata, o la serata.. Si perdono nelle loro lenzuola, profumate di lavanda (io le vorrei così almeno..), aspettando che il loro personale morfeo inizi la sua routine a cui si sono ordinariamente abituati. Non si perdono nei loro pensieri, nelle pieghette microscopiche del proprio carattere, per frugarci e veder cosa vien fuori...
Loro non parlano con Morfeo...mai un grazie, mai un "Oh, salve signor Morfeo! anche oggi è fatta eh?" o, che ne so, un "buonanotte"...
Io lo faccio.
Ma non sono folle.
Cioè...
Si dai, forse un po, ma almeno quando rimango da solo con me stesso non mi annoio, e soprattutto Morfeo è contento! Tu che leggi puoi dire lo stesso? Ti trovi divertente? Ti trovi una persona ordinaria? Folle? Arancione? Basilico? Fluttuamenthlenteheblust? Oppure no?
Ma soprattutto, te ne frega qualcosa di quello che stai leggendo? O l'hai fatto solo perchè hai seguito qualche link nella tua ordinaria navigata serale? O perchè ci sei capitato per sbaglio? O perchè ti ho costretto a farlo? Oppure ancora non sei riuscito a smettere di drogarti?
Non ti stai chiedendo dove voglio andare a parare?
Io si.
Hai qualche consiglio?
Io volevo solo scrivere..
E comunque tutta la storia della follia non riguarda nè me nè te, caro il mio lettore tossicodipendente. In realtà riguarda le persone in generale...e le serate in compagnia di persone ordinariamente folli..o quelle che pretendono di esserlo, o quelle che semplicemente la follia la prendono per mano, come se fosse una bambina discola alla quale dar le colpe per quei pensieri o gesti che ci tradiscono..
Eh già, facile così: "Sono folle". Finita.
Eh no! Diamine..
Dove la mettiamo la curiosità?
E' una tragedia la curiosità. E' peggio della follia..e la curiosità riguardo la follia? E' folle. E mi incuriosisce.
Ah che mondo strano..certo che, parlando di follia, se davvero esiste un burattinaio dietro tutto questo, deve averne una dose considerevole visto il labirinto che ci ha costruito addosso..
Chilometri e chilometri di muri da scavalcare, alcuni bassi e tozzi, resistenti alle ondate, altri alti e imponenti, ma fragili e ingannevoli, altri ancora impercettibili, altri sono solo miraggi...
Ma dietro ogni muro c'è una persona, e dall'aspetto di quel muro solo possiamo giudicare quanto per noi valga la pena di scavalcarlo...e allora come orientarsi? Come ci si muove dentro questi labirinti intricati? Come si fa a non rimanere prigionieri?
Forse i muri non ci sono realmente? Possibile che in realtà è solo colpa nostra? Si può volare al di sopra del labirinto ed atterrare dietro il muro? Dopotutto forse non è così difficile, basta immaginarselo...
Ma forse bisogna essere folli...
Ma come si fa?
Basta immaginarsi anche quello?
Forse la cosa migliore è non fare proprio niente...immergersi nella follia altrui, o in quella pretesa tale, e semplicemente seguire la corrente, chissà mai dove potrà portare...
Ma sapete che vi dico? Io salto in barca e seguo la corrente, chissà quanti altri marinai ci sono in questo mondo, tra gli ordinariamente folli, pronti a condividere un'avventura con noi..e folleggiamo con le nostre fantasie allora, che alla fin fine son l'unica cosa che ci fa volare al di sopra del labirinto...
Ma soprattutto non drogatevi, che è meglio.
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Biografia di un Rock 'n Roll

Johnny era uno come tanti.
Una vita anonima, priva di quella gioia della giovinezza, trascorsa tutta uguale, dall'inizio ad ora...
Johnny non ha molti ricordi della sua giovinezza, non aveva mai frequentato la scuola, non aveva mai avuto una ragazza.
D'altronde come avrebbe potuto, povero Johnny, lui non si era mai mosso da casa sua, come avrebbe potuto sapere delle gioie dell'amore. Johnny conosceva solo il duro sole, e le intemperie. Aveva la pelle dura Johnny, dura come la sua anima, dura come la montagna, dura come la sua vita.
Johnny era triste, voleva scendere in quella valle che da sempre ha avuto davanti agli occhi...costretto a guardarla senza poter mai fare quel passo e dare una scossa alla sua esistenza...dare un occhiata a cosa c'è oltre quel torrente, limite invalicabile delle sue fantasie, al di la del quale si immaginava un mondo vivo, dove quelli come lui potevano correre liberi, e accarezzare il vento. Non come lui, che non aveva le gambe.
Non riesce nemmeno a guardarsi indietro, lui, statico com'è, apatico da tutta una vita.
E poi venne quella primavera del 1979...
Oh come si ricorda di quella primavera..
Era tutto nell'aria sin dall'inverno. Johnny e tanti come lui che vivevano lassù in montagna,sentivano la natura risvegliarsi. Era caduta tanta neve, e in primavera tutta quell'acqua venne a valle, risvegliando la vita tutt'intorno a Johnny.
Fu ai primi di Aprile che dopo tanta attesa avvenne ciò che cambiò per sempre la vita di Johnny. Una vera e propria rivoluzione, come quando la montagna, dopo tanta neve, si alleggerisce del peso delle intemperie per tornare alla vita, scrollandosi dal freddo letargo.
E con tutta quell'acqua iniziò anche la sua rivoluzione. Mai in vita sua Johnny si era sentito così trascinato e pieno di energia, e fu in un istante magico, quando l'enorme massa d'acqua venne giù dalla montagna, che decise di lasciare quel posto, e come tanti insieme a lui scese a valle, in cerca di una nuova vita, infervorato da sogni di vita e speranza.
Ma l'entusiasmo, purtroppo per Johnny durò poco...
La valle finì, e dietro la linea del fiume la fantasia cedette la scena alla triste realtà. Non c'era il mondo che aveva sempre sognato lì dietro. Finì nella periferia di una grossa città, invisibile dalla sua cara montagna.. E non c'era speranza lì per quelli come lui, che bene che gli andasse potevano godere dell'unica gioia di essere utili come palo a qualche ragazzino che gioca a calcio, o passare le giornate a guardar passare le automobili sulla strada, o il viavai delle formiche verso il loro formicaio, parlandoci come se potessero capire la sua lingua, povero ingenuo Johnny.
Johnny è stanco, vorrebbe farla finita con questa triste apatia. Vorrebbe solo correre. Correre come il mondo intorno a lui, ma non può, lui non ha le gambe, e nelle notti tristi e malinconiche Johnny fa brutti pensieri.
Ripensa alla montagna, agli uccelli che si posavano e si affilavano il becco sulla sua pelle coriacea, ricorda il rumore del ruscello, degli incontri con gli animali selvatici..
Mai più torneranno quei tempi per Johnny..e nella notte la vita di Johnny è pesante...vorrebbe farla finita..vorrebbe premere un grilletto, ma nonostante lo voglia disperatamente...Johnny non può farlo....
Perchè Johnny....

....è solo un fottuto sasso.


Dedicato a tutti i sassi là fuori, a cui nessuno mai pensa quanto sia triste fare una vita da sassi e si lamenta della sua.
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Emergency for Mordor

Ma vi siete mai chiesti cosa succede ai cattivi dei film dopo che il film finisce?
Io me lo son sempre chiesto. Tipo...Sauron. Che fine ha fatto dopo che Frodo ha gettato l'anello? Si, lo so, non fate i soliti Tolkeniani pignoli scassaminchia dicendo che lui era legato all'anello, che distrutto quello distrutto Sauron, che gli elfi avevano fatto la magia magica de stogazzo ultrasaettante e quindi non poteva tornare in vita, che una volta bruciato nel monte fato non ci son cazzi e Sauron è morto, eccetera eccetera. Ok, forse come primo esempio Sauron non andava proprio bene. E poi perchè cavolo nessuno mi ha mai detto che sono un nerd del signore degli anelli?? UFF.
Vabè, prendiamo qualcun'altro, per esempio Lex Lutor, il Pinguino di Batman, la signorina Rottermeier di Heidi, la strega cattiva di biancaneve, e tutti quei personaggi cattivi che

-non muoiono
-non vengono inceneriti
-non vengono sparati in una gabbia magica sott'acqua
-non vengono sparati in una gabbia magica nello spazio
-non vengono confinati in universi paralleli dal quale non c'è ritorno
-non vengono portati al lato buono (maledetto george lucas e i suoi finali spilberghiani)
-non si scopre che in realtà erano buoni che facevano finta di essere cattivi ma in realtà il cattivo era un altro che sembrava fosse uno dei buoni, ma lo si scopre solo al terzo film della trilogia
-non vengono uccisi prematuramente per buchi di bilancio della produzione
-non finiscono vegetali in un letto di ospedale
-il cui attore protagonista non muore tragicamente prima di finire di girare le scene del film
eccetera eccetera.

Insomma. Quelli che finito il film sono semplicemente dei poveri ometti (o alieni in caso di film di fantascienza) distrutti nel loro intimo, con l'orgoglio da genio del male ferito sino al profondo, col cuore spezzato per tutti i piani malvagi andati in fumo, e psicologicamente annullati dal solito frocetto vampiro che arriva e dopo una botta di culo dietro l'altra riesce a salvare quella mestruata perenne della sfigata di cui si è così pateticamente innamorato. I derelitti insomma.
C'è per caso una clinica psichiatrica dove poi finiscono tutti? Sapete, come quelle cliniche psichiatriche per le star, dove è andato a disintossicarsi Vasco Rossi quando in preda ai fumi dell'alcol si credeva un cantante, o quelle dove bazzica Luca Giurato e da cui si rifornisce Morgan prima di andare in trasmissione.
Mi son sempre immaginato che finissero tutti in una grande casa su una collina, molto austera, con una grande cancellata, chiamata "Villa Resaca".
Un posto pieno di infermieri in camice bianco, che si prendono cura di figure tristi, ormai ridotte all'innocuità, che tentano in tutti i modi di ricordare i bei tempi, ma riuscendo solo a creare cataclismi in miniatura, che non riescono a far più che turbare la sonnolenta vita a cui son confinati, patetici esseri di altri tempi, tra una pillola ed un elettroshock.

-Ciao Sauron
-Ciao Amanda (è la strega di biancaneve)..
-Come va oggi?
-Così..
-Ancora incubi sui mezzuomini?
-Eh già...perchè, anche tu?
-Sempre. Se non fosse per loro quella zoccola sarebbe morta, e ora sarei io la più bella del reame.
-Non dirlo a me.
-Ma tu non sei mica una regina bellissima..
-Ecco, vedi? Perchè un demone delle tenebre ora non può essere re delle tenebre e anche una splendida donna?
-Forse perchè hai un occhio gigantesco che va a fuoco e il petto villoso?
-Voi personaggi delle fiabe siete tutti così. Siete gelosi della bellezza degli altri e non la potete sopportare!
-Volevi distruggere la terra di mezzo per quel cazzo di anello, per dio!
-E cosa ci abbinavo con la borsetta, un alabarda???

E succede il putiferio. Palle di fuoco, elementali dell'ombra, streghe, schegge di metallo, termosifoni, infermieri che corrono da una parte all'altra facendo iniezioni di valium a qualsiasi cosa capiti a tiro. Un casino insomma. Quell'esercito di eroi in camice bianco che tengono a bada un branco di psicopatici assassini e geni del male, ma a loro chi ci pensa? Mai un pensiero che vada a loro nelle nostre calde e sicure notti nei nostri letti, mai una menzione nelle preghiere, mai un brindisi. Loro son là, da qualche parte in una villa misteriosa, a finire l'ingrato compito iniziato da chi ora si sta godendo il cachè miliardario in panciolle, solo per aver vinto per primi.
Il mio pensiero non va quindi a quelle star ingelatinate che si rotolano sugli allori, ma va per una volta agli altri, i reietti e i dimenticati, e perchè no, anche ai cattivi del mondo, che diciamocelo...esser battuti da una gang di mezzeseghe con gli occhi azzurri...è proprio una vita di merda.

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Che verso fa la lontra?

La gente non ha davvero capito un cazzo di niente. Lo dico perchè ero uno di loro sino a poco tempo fa. Ma proprio un cazzo di niente!
Quanto tempo passiamo come formiche ad andare avanti e indietro sempre per la stessa via, senza accorgerci che dentro quella porticina del locale a cui non daresti un soldo bucato c'è invece una band che suona la canzone della nostra vita?
Basta solo che per un momento tendiamo l'orecchio e diamo retta a quella sensazione che ignoriamo e ci insegnano ad ignorare sin da quando siamo bambini, aprire quella porticina ed entrare nel paese delle meraviglie.
Eppure procediamo tutti spediti, uno dietro l'altro, senza nemmeno prestarci caso! Nervosi, ansiosi, pieni di problemi. Il vicino ci infastidisce, ci alziamo e già vogliamo maledire il sole perchè ci brucia gli occhi, malediamo il pavimento freddo, il bagno che gocciola, la caffettiera che non si sbriga. Usciamo per strada e non sentiamo più gli uccellini che cinguettano, ma prestiamo attenzione solo all'automobilista maldestro davanti a noi e ci fa innervosire, e poi c'è il semaforo rosso..oh quello quanto fa incazzare!
Notiamo quanto la gente sia triste e preoccupata, ci circondano solo volti nervosi, e siamo talmente presi da questo gioco che non notiamo più la signora che invece ci sorride per la via guardando i nostri capelli arruffati, ci perdiamo la passione dei suonatori da strada, che per 50 centesimi ti regalano una canzone e ti augurano la buona giornata con un gesto teatrale.
A metà giornata già vogliamo farla finita con un colpo di pistola, e mettere a tacere quella stronza di una vocina che urla dall'inizio di questo ennesimo giorno "FERMATIIIIIIII!!!", ma niente. Stai zitta vocina. Questa è la vita, bisogna adattarsi o soccombere, e io non sono il tipo che soccombe. Io ho da dimostrare al mondo quanto valgo, tutti devono vedere quanto mi merito il posto che ho. Devo avere la loro stima, come farei senza?
Devo assolutamente. Devo. Devo. DEVO!!!!
Non posso. Non posso, nonpossononpossononpossononpossononpossoooooooooooooo!
Cazzo, me lo son ripetuto tante di quelle volte che ormai nemmeno faccio più caso al perchè lo dico. E' diventata una regola autoprodotta dalla mia incosciente standardizzazione. E' talmente radicata l'abitudine di porsi continuamente questi limiti, che non abbiamo più gli occhi aperti quel tanto che basta per chiederci se effettivamente tutta sta follia di vivere così abbia un senso.
Quanto mi interessa effettivamente dei problemi della gente?
Ve lo siete mai chiesti?
Gli onesti a questo punto dovrebbero convenire con me che, in fin dei conti, degli altri ce ne frega poco o nulla. Siamo talmente presi da noi che dei casini, delle vite e delle non vite degli altri ci importa sempre e solo in ultima istanza, una volta soddisfatta la nostra sete di approvazione dal mondo esterno. E allora perchè per gli altri dovrebbe essere diverso?
Perchè a loro dovrebbe fregare qualcosa di noi?
A loro non gliene frega un cazzo, esattamente come vale per noi. E a questo punto allora che senso ha perdere tempo a cercare l'approvazione di chi pensa comunque solo a se stesso?
Non sarebbe meglio impiegare il tempo a realizzare qualcosa effettivamente, piùttosto che soddisfare le ambizioni di qualcun'altro?
Non sarebbe meglio lasciare questo giochino a chi ha voglia di continuare a tirare a campare?
Bhe, ragazzi...io passo la mano e vado a fare una passeggiata, che magari in silenzio riesco ad ascoltar meglio..
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you better roll with it.



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